Coppetta: 50 anni di buona cucina e di accoglienza doc!

Tutto è cominciato fuggendo dai campi e dalla vita grama che regalavano,  come  toccò a tanti, in quegli anni cinquanta e sessanta, qui dalle nostre parti. La Santina che si era sposata con Bruno Coppetta nel 1960, racconta che lo aveva capito prima di lui, o che lui era più restìo a fare il passo. Ma lei alla fine lo tirò via da Villastrada e lo portò verso la Pieve. verso quella piccola osteria per il Casalino, davanti al negozio da barbiere che gestiva un personaggio di quei tempi, Liberto, dove noi ragazzini andavamo   malvolentieri, perché ci dava “le schicchere”negli orecchi, mentre ci tagliava i capelli “all’umberta”.

La trattoria di “Pierino” che poi tanto piccolo e “ino” non era, vendeva vino sciolto e companatico vario secondo l’ora e la stagione, ma aveva una specialità irresistibile  per noi che andavamo a scuola passando lì davanti. e che ci accontentavamo di poco,  Ogni mattina, nella vetrina, c’erano esposti infilati uno sull’altro i biscotti all’anice più buoni della terra, dal sapore e dalla fragranza ineguagliabili e indimenticati.

la trattoria negli anni sessanta

La prima trattoria gestita dal 1965 al 1991. Quella dove c’era l’osteria di Pierino e dove adesso c’è un negozio di fiori.

Bruno e la Santina hanno cominciato da lì, da quella piccola osteria che hanno rinnovato e gestito a loro modo fino al 1991, quando sono scesi giù, sempre per il Casalino, ad aprire l’attuale ristorante, ristrutturando una parte del Palazzo Basiliotti, piano terra e primo piano.

Ieri insieme al figlio Maurizio ed alla nuora Gianna hanno festeggiato i cinquanta anni di lavoro, con una porchettata davanti al locale, con musica, esibizioni e giochi, con tanta gente nonostante il freddo.Cinquanta anni caratterizzati come diciamo nel titolo da buona cucina e da accoglienza doc.

coppeta 4

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E’ questo il binomio  su cui si poggia il successo avuto da questo ristorante che è tra i più rinomati della zona. Sul binomio che parte dai   suoi piatti della cucina tradizionale umbrotoscana, i suoi antipasti da sfinimento, la sua carne chianina cotta a vista, i suo prosciutto, sempre stagionato al punto giusto,  che Bruno taglia come se stesse svolgendo un rito propiziatorio. Binomio  fra il gusto del palato ed il rapporto con cliente che è una componente fondamentale del servizio. Ecco agli studiosi della personalizzazione del servizio, agli esperti del marketing “orientato” al cliente, ai  teorici della ristorazione come emozione ed evento, direi di fare un salto da queste parti e dare un’occhiata a come lavorano i Coppetta. Tanto per rinfrescarsi  le idee. Poi parleremo anche degli altri ristoranti pievesi, che sono altrettanto degni di menzione e attenzione ed altrettante eccellenze. Ma intanto diciamo a Bruno e alla Santina, a Maurizio e Gianna, tanti auguri, di cuore e meritati,  per i vostri primi Cinquantanni!

Gianni Fanfano

 

La foto di copertina con la famiglia Coppetta e quella che riproduce la prima osteria rilevata nel 1965, sono tratte dal libro “La vita fra i tegami” edito, nel 2012,  dall’Accademia Pietro Vannucci e curato da Gaetano Fiacconi.

Riguardo a Gianni Fanfano

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