Città della Pieve. Sanità. Allarmi e allarmismi. Ma a che gioco giochiamo?

Il senatore Briziarelli ha parlato, in un comunicato, per quanto riguarda la situazione del PPS di Città della Pieve, di una “campagna di allarmismo”. Non ha fatto i nomi, ma siccome siamo tra coloro che se ne occupano in modo continuativo,  l’accusa era diretta, anche, a Corriere Pievese e L’Ora del Trasimeno.

Allora, premesso che, da anni, ed ancora di più in questi ultimi tempi, per le disponibilità finanziarie che l’Italia ha ed avrà a disposizione, noi abbiamo sempre parlato delle necessità di un ospedale unico di area e di comunità, per riprenderci quei diritti, quei posti letto e quei servizi che abbiamo in meno rispetto al resto dell’Umbria.

Allora, premesso che da giornale libero ed indipendente non abbiamo nessuna pregiudiziale nei confronti della Lega e della nuova maggioranza che ha vinto le elezioni. E che personalmente ero e sono convinto della necessità, in Umbria, di chiudere un ciclo storico da tempo esaurito. Nuova maggioranza che, ovviamente, giudichiamo e giudicheremo dai fatti.

Tutto ciò premesso, mentre noi parlavamo di ospedale unico, il sindaco di Città della Pieve, per la precisione il 29 di luglio,  esce con un comunicato stampa  in cui dice di avere  avuto un incontro con il Direttore della ASL e con il Direttore sanitario,   giovedì 23 luglio, e che sono in pericolo i servizi di radiologia e l’apertura notturna del primo soccorso.

Questo è il comunicato stampa emesso tramite l’agenzia stampa della Provincia.

Subito dopo, sempre lo stesso giorno,   il senatore Briziarelli  interviene  a difesa dei servizi di radiologia e primo soccorso, con questo comunicato stampa che dice “scongiurare eventualità di riduzione orario”

Ieri mattina, dopo il nostro  articolo esce questa nota del sindaco Risini in cui si dice che “...attualmente la direzione ( della ASL ndr) è fortemente impegnata nell’organizzazione della turnazione che va dal 16 agosto al 31 agosto, affinché possa continuare ad essere garantita l’operatività notturna.” Se l’italiano è ancora una lingua riconosciuta dalle Alpi a Pantelleria, Umbria di confine compresa,  parlare di apertura notturna con il punto interrogativo, stando a ieri,   è stata proprio una bestemmia?

Allora caro senatore Briziarelli e cari altri amici , a che gioco giochiamo?

Facciamo dell’allarmismo o riportiamo le voci di un giustificato allarme che viene anche dai cittadini e dagli operatori? O l’ allarme è una prerogativa solo degli “eletti”? O gli eletti, come i  “manovratori soli al comando “non possono essere disturbati?

Noi continueremo a fare il nostro mestiere civico di informare e sollecitare la soluzione dei problemi, a voi spetta il compito, in quanto eletti nelle cariche pubbliche delegate a farlo, di fare le scelte e di risolvere i problemi.  Tutto qui.

Gianni Fanfano

 

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