Città della Pieve – Quando il Santuario di Fatima era un rifugio Sabato 17 giugno incontro promosso dalla Rete Studi Storici Pievesi sul passaggio del Fronte. Evento collegato alla Festa dei Patroni

(Cittadino e Provincia). Si è scelta la ricorrenza dei Santi Gervasio e Protasio per ricordare uno dei momenti più drammatici vissuti da Città della Pieve e dal suo Santuario. In vista della Festa dei Patroni (19 giugno), la Rete Studi Storici Pievesi, in occasione dei cent’anni dalla fondazione, dà vita ad un appuntamento culturale per riportare alla luce il passaggio del Fronte e il tempo in cui il Santuario di Fatima fungeva anche da rifugio antiaereo.

Il 19 giugno la Chiesa festeggia i santi Gervasio e Protasio che la Matrona romana Vestina, nel V secolo d.C. scelse per come patroni di Città della Pieve, donando parte dei suoi terreni per erigere una chiesa intitolata ai martiri milanesi.

Da allora i pievesi non hanno mancato all’appuntamento sacro. Appuntamento ricco di tradizioni, spiritualità ed emozione, diventati ancor più forti nel 1944 quando il 19 giugno i pievesi si accorsero che il fronte era passato. Proprio il giorno dei patroni Città della Pieve fu liberata dalla Ottava Armata dell’Esercito Inglese che respinsero le truppe tedesche.

I giorni precedenti erano stati cruenti e pieni di spavento, e uno dei luoghi considerato sicuro e accogliente fu appunto il Santuario della Madonna di Fatima.

E da lì riparte quest’anno la Festa dei Patroni grazie alla Rete Studi Storici Pievesi che ne ha raccolto le memorie.

Sabato 17 giugno, alle 17 sarà possibile ascoltare i ricordi di chi ha utilizzato il rifugio sotto al Santuario. Dopo l’introduzione di Maria Luisa MeoMaria Scargiali racconterà quelle ore in cui la sua famiglia, certa della protezione mariana, si riparò al Santuario. Previsti anche gli interventi di altri testimoni diretti dell’epoca per riferire di un patrimonio indelebile che ha riempito veglie e memorie.

La Rete Studi Storici Pievesi ha scelto anche per questo incontro la formula del “salotto”, luogo ideale dove ritrovarsi e “mettere i tasselli della memoria al riparo dall’oblio”.

 

 

 

Riguardo a redazione

8 commenti

  1. Paola

    Finalmente i nostri governanti locali ce l’hanno fatta, ci hanno messo 40 anni ma alla fine sono riusciti a chiudere l’ospedale di Città della Pieve! È dagli anni 70 che ci provano, facendo prima il gioco delle tre carte: tolgo posti letto qui li aggiungo lì, ostetricia da qui a lì…
    Del diritto alla salute dei cittadini non interessa niente, l’importante è risparmiare sui servizi per poi vantarsi
    Di essere una regione virtuosa! Non interessa a nessuno che per far arrivare un’ambulanza dal P.S. più i vicino ci vuole mezz’ora o anche più è si può anche morire nel frattempo. Poi, per far tacere e stare buoni altri cittadini si promettono Case della Salute….
    Ben venga, a questo punto, il ricorso al Tar del Sindaco di Monteggabbione, lo dovremmo fare tutti noi cittadini!

    • hai perfettamente ragione.

      • remo

        Non ho capito molto:quindi il Comune di Citta’ della Pieve,al di la delle prime esternazioni,era perfettamente d’accordo con la chiusura di Citta’ della Pieve e trasformazione in Casa Protetta,o come si chiama.Ma lo sanno, in Comune che queste strutture non hanno Primo Soccorso o servizi di assistenza come radiologie od altro?Ma glie lo hanno detto negli incontri al Sindaco di Montegabbione?
        Mi sembra tutto molto ambiguo (come succede da anni nella politica locale).

  2. Sono una cittadina di Città della Pieve ho assistito all’assemblea che è avvenuta a San’Agostino sempre riguardo alle notizie punto salute mi dispiace non chiamarlo più ospedale proprio perché non si può più avere il minimo di assistenza io dico cosa si può fare per credere che si possa vivere in paese responsabile per la salute ,io la sera che c’era anche la signora Marini ho tentato di crederle però adesso sto leggendo che il coraggioso sindaco di Montegabbione è ricorso al TAR io mi auguro che si possa ottenere qualcosa in più per tante persone che ne avranno o ne avremo necessità non ho capito perché anche il Comune di Città della Pieve non si è associato per far qualcosa in più Distinti saluti Anna Stefani

  3. remo

    Caro Manganello Patrik,che cosa fa,mena il cane per l ‘aia?.La Chiusura di Citta’ della Pieve l’ha organizzata,come si legge nel giornale del Comune il Comune stesso e poi ha provato a far organizzare il tutto dalla Regione ma in maniera,sembra, maldestra.

  4. Mirella

    Finalmente un articolo chiaro e completo sulla sanità nella nostra area. Sono chiare le responsabilità e la miopia dei comuni che per calcoli elettorali e con il beneplacito della Regione ora dopo aver azzerato tutto ci definisce(udite udite!) come area deprivata .
    Tutto ciò e incredibile.
    Dopo le roboanti promesse ripetute più volte per non dare ai cittadini il tempo di porre interrogativi e dubbi, ci è strato tolto pure il Pronto Soccorso, ma anche il Primo Soccorso!
    Un tempo i Pievesi formavano comitati, ora che da alcuni anni, ce ne sarebbe stato bisogno davvero siamo isolati e sfiduciati. Tuttavia alle ultime elezioni voto di massa alla Marini che aveva affossato con la complicità di Castiglione del Lago il progetto di Ospedale uniico a Villastrada.
    Almeno avessimo la possibilità con accordo fra regioni di usufruire di Nottola o..non so.
    Sono solo delusa e preoccupata per il futuro!

  5. remo

    CaRa signora, prenda la macchina e vada a Nottola quando vuole:accettano tutti.

  6. remo

    Dobbiamo dire che in questa nota del Consigliere Berna,scritta in politichese,non si capisce molto:e’estremamente vaga e sembra voglia attribuire responsabilita’ al mondo esterno sempre cattivo con questa cittadina pievese.Ci si sarebbero aspettate proposte e documenti tecnici sulla Sanita’ Umbra e Locale,non generiche lamentazioni.
    Ma i suoi referenti e dirigenti regionali ,con cui si presenta alle elezioni utilizzando il simbolo cosa ne pensano?Se poi,e sarebbe grave,non riconosce alcun referente regionale e nazionale,che peso puo’ avere la sua formazione politica comunale con cui e’ stato eletto?
    Inoltre non e’ chiaro per niente sul giudizio relativo alla attuale Amministrazione Comunale :come mai per un politico dichiaratamente di destra?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Controlla anche

Il Fronte Italiano 1943-1945. La “Battaglia del Trasimeno” La ricostruzione di Mario Ragionieri di quei drammatici giorni del 1944

73 anni fa, in questi giorni, tutta la nostra zona visse il drammatico passaggio del ...