Città della Pieve. La posizione di “Italia Viva” sull’ Impianto di carbonizzazione idrotermale di Chiusi.

(Comunicato stampa) Martedì 12 novembre, presso la Sala conferenze di San Francesco – Via G. Paolozzi, 6 – Chiusi (SI), si è tenuta l’audizione preliminare dell’inchiesta pubblica relativa al rilascio di provvedimenti autorizzativi  riguardanti  il “Progetto impianto recupero fanghi biologici prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane per produzione bio-lignite” da realizzare nel Comune di Chiusi (SI), loc.”Le Biffe”, area ex “Centro Carni”- Proponente: Acea Ambiente Srl.

Presidente dell’inchiesta pubblica Alessandro Franchi (ex ARPAT), commissari, Sandra Vitolo (Università di Pisa per Acea) e Cristiano Casucci (Università di Ancona per i comitati “Aria” e “il Riccio”).

Italia Viva – Città della Pieve sta seguendo con attenzione la vicenda che inevitabilmente – per il posizionamento di progetto dell’impianto – coinvolgerebbe la popolazione pievese ed in particolare i concittadini di Po Bandino.

La posizione di Italia Viva sulla questione, senza preconcetto alcuno, non può che essere indirizzata alla salvaguardia assoluta della salute pubblica e per questo criticamente attenta allo sviluppo della vicenda, sia per l’aspetto tecnico che politico.

Riguardo l’aspetto tecnico (senza entrare nello specifico dei numeri, per questo piena fiducia all’inchiesta),  la scarsità di dati a disposizione sugli impatti ambientali prodotti dal ciclo di carbonizzazione idrotermale, richiedono la massima attenzione sino all’applicazione, qualora necessario, del principio di precauzione (articolo 191 del trattato sul funzionamento UE), in base al quale, se vi è la possibilità che una data azione possa danneggiare il pubblico o l’ambiente, e se non c’è ancora consenso scientifico sulla questione, l’azione in questione non dovrebbe essere perseguita.

Riguardo l’aspetto politico, fatta salva l’imprescindibile salvaguardia della salute pubblica, siamo fermamente convinti che la scelta della realizzazione dell’impianto Acea a Chiusi possa avvenire solo se sarà preservata la vocazione turistica e la valorizzazione del patrimonio culturale non solo della città di Chiusi ma di un più vasto territorio che va, dalla Valdichiana senese al comprensorio del Trasimeno.

Riguardo a antoniodellaversana

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