Città della Pieve. La gita del Calvino va a finire in politica. Ma serve?

Che i prossimi anni avrebbero rischiato di essere  anni complicati nel rapporto fra Amministrazione comunale e Dirigenza del Liceo Calvino si era capito circa un anno fa, quando nel pieno di una campagna elettorale, la Direzione dell’Istituto intervenne, in modo inconsueto, almeno per Città della Pieve, contro alcune posizioni della lista civica “LiberaMente”, una delle due liste in competizione.

Nei mesi successivi all’elezione della Giunta Risini, da fonti attendibili, ci risulta che i rapporti tra i massimi responsabili del Comune e del Liceo siano stati, diciamo, difficoltosi.

Negli ultimi giorni il problema “coranavirus” e la gita scolastica partita per Madrid, al di là del merito su cui torneremo, ha fatto esplodere questa situazione. Nei social i sostenitori dello schieramento politico che fa capo alla lista civica e quelli della lista della sinistra pievese se lo sono date di santa ragione, anche per interposta persona, come a volte capita dalle nostre parti.  E ci sono ancora focolai in giro. Ma serve? Serve, ci chiediamo, non tanto per quanto riguarda la gita che ormai è una scelta fatta, su cui le idee sono diverse e di cui ognuno si assumerà le relative responsabilità. La domanda circa l’utilità è riferita ai rapporti tra Comune e Liceo. Che dovrebbero essere positivi a prescindere dalle idee politiche personali  che si possono avere, e che dovrebbero mirare al comune scopo di difendere e sviluppare la massima istituzione educativa presente nel nostro paese,  da sempre riferimento anche per un’aria più vasta.

Saremmo molto lieti di ospitare sulle nostre pagine la notizia che Sindaco e Direttrice si sono incontrati per un chiarimento e per avviare o per rafforzare una proficua collaborazione.

Se poi qualcuno vuole farsi un’idea nel merito della “vicenda gita” pubblichiamo l’articolo del Corriere dell’Umbria (1), una lettera di un genitore allo stesso giornale (2) ed una nota di alcuni insegnanti del Liceo.(3)

(g.f)

*la foto di copertina è di Ilario Balestro

  1. CORRIERE DELL’UMBRIA del 24-02-2020 – Autore: Redazione

Nonostante le misure emanate dal ministero la dirigente di un istituto di Città della Pieve autorizza la partenza

Perugia – No alle gite, ma un liceo umbro vola a Madrid

Scuole chiuse per una settimana in Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Liguria e Friuli Venezia Giulia. In tutte le altre regioni le uniche misure adottate riguardano la sospensione delle uscite didattiche e i viaggi di istruzione in Italia e all’estero. Provvedimento che risponde alle indicazioni emanate a livello nazionale dal ministero dell’Istruzione. In particolare, in Umbria oggi la campanella ha suonato regolarmente. E al momento non sono previste disposizioni contrarie secondo quanto fa sapere l’Ufficio scolastico regionale. Tutto regolare, dunque. Ma non è così. Nel comune di Città della Pieve scoppia il caso.La misura ministeriale che ha annullato le gite non ha fermato il liceo linguistico pievese Italo Calvino. E una ventina di ragazzi è partita alle 3 di ieri mattina diretta a Roma. Destinazione aeroporto di Ciampino da dove, poi, gli studenti si sono imbarcati alla volta di Madrid. Il viaggio di istruzione durerà una settimana. La dirigente scolastica, Maria Luongo, ha ricevuto nei giorni scorsi note di contrarietà da parte delle famiglie di alcuni studenti, tanto che c’è chi ha ritirato l’adesione dei propri figli, ma la direttiva di istituto è stata comunque quella di andare avanti con il progetto e così la maggioranza dei ragazzi non è mancata all’appello. La decisione è stata presa anche alla luce del fatto che la misura ministeriale ieri mattina non era stata ancora formalizzata. Lamentele per la decisione presa dalla dirigente scolastica sono però nel frattempo arrivate al sindaco di Città della Pieve, Fausto Risini. In molti hanno fatto pervenire al primo cittadino disappunto e contrarietà per quanto accaduto. “Non ho preso provvedimenti – ha spiegato in proposito il sindaco Risini -, perché non ero m potere di farlo e sono comunque stato informato in ritardo. E’ stata una decisione adottata nelle sue autonomie dalla dirigente, ed è stata lei che ha autorizzato la partenza”.

A livello centrale Antonella lunti, dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale, si è dichiarata per la sua parte all’oscuro dei fatti di Città della Pieve. Nessuna segnalazione in merito è arrivata a lei direttamente e complessivamente ha tenuto a ribadire la corretta comunicazione e conseguente adozione dei provvedimenti da parte del suo Ufficio tanto che, ad esempio, il liceo perugino Pieralli che ha annullato all’ultimo momento la partenza per Salamanca.

2) Viaggio a Madrid, parla il padre di una delle studentesse dell’istituto di Città della Pieve

“Sulle gite scolastiche, il ministro si prenda le sue responsabilità”

Dal Corriere dell’Umbria. di Marina Rosati. “Non possono essere genitori o insegnanti a dover decidere se i propri figli possono andare in gita o meno in conseguenza del Coronavirus, ma è il governo che deve essere più chiaro e assumersi le sue responsabilità”. Non usa mezzi termini, Gianni Venerdì, padre di una delle allieve della scuola di Città della Pieve che, domenica mattina ha portato la figlia al punto di raccolta per andare a prendere l’aereo. “Ci siamo trovati alle 3 del mattino a Città della Pieve – spiega – ad accompagnare i nostri ragazzi a prendere il pullman per raggiungere l’aeroporto di Roma. Una delle prof, visibilmente in difficoltà, ci legge il comunicato del ministro Azzolina che ‘invita’ (badate bene invita e non ‘vieta’, visto che si parla di scuola la differenza dovrebbe es sere abbastanza chiara), a sospendere le gite lasciando in modo ‘pilatesco’ la decisione dapprima nelle mani del dirigente scolastico (alle 3 del mattino magari possono anche non essere davanti alla televisione) e a loro volta ai professori che non possono far altro che dirci che l’eventuale rinuncia alla gita sarà totalmente a nostro carico dal punto di vista economico”. Due gli aspetti sui quali Venerdì è molto critico: “alla fine di un consiglio dei ministri il ministro in questione dovrebbe annunciare il divieto e non l’invito a sospendere le gite, in attesa dell’atto ufficiale. Ma purtroppo tutto questo rientra nel pararsi di fronte a qualunque cosa succeda”. L’altro aspetto riguarda il cosiddetto “paziente 1″ che ha girato per più di 15 giorni per lavoro, tempo libero ecc. Non sono quindi delle misure stupide come queste che fermeranno il diffondersi del virus. Cosa vogliamo fare, chiuderci in casa per 1 mese per capire se ci ammaliamo? Se cosi è – conclude Gianni Venerdì – si abbia il coraggio di fare un decreto in tal senso e non mezzi passi”. L’appello poi finale al governo affinchè si “ragioni insieme su cosa fare per affrontare questa emergenza”.

3)

AL CORRIERE DELL’UMBRIA PRECISAZIONI

In merito all’articolo pubblicato dalla vostra testata in data 24 Febbraio 2020 (Città della Pieve, il liceo Italo Calvino vola a Madrid nonostante la sospensione delle gite per Coronavirus), intendiamo fornire la ricostruzione dei fatti che hanno portato alla partenza della classe 3^F per Salamanca (Spagna), all’interno del progetto di stage linguistico già fissato all’inizio dell’anno scolastico. La partenza da Città della Pieve era stata stabilita per le ore 3.20 della notte tra sabato 22 e domenica 23. Intorno alle ore 23.00 di sabato sono iniziati alcuni scambi telefonici tra i docenti designati all’accompagnamento e la Dirigenza.

In quel momento, al di là dei legittimi dubbi, non esisteva ancora alcuna comunicazione formale rivolta alle scuole che riguardasse i viaggi di istruzione. L’avviso del Miursocial (non un decreto né un’ordinanza) è stato pubblicato solo alle ore 1.19 e recitava: Il Ministero dell’Istruzione informa che, in attesa dell’adozione formale dell’ordinanza prevista dal decreto approvato in Consiglio dei Ministri, per motivi precauzionali, i viaggi di istruzione vanno comunque sospesi a partire già da oggi domenica 23 febbraio 2020.

I tempi parlano da soli: tutto era già pronto, tutto era predisposto per la partenza delle ore 3. D’altronde la Dirigente era già informata dell’esistenza di un comunicato della FIAVET (che rappresenta il principale sindacato dei Tour operator) con cui si negava il rimborso per recesso dal contratto di pacchetto di viaggio nel caso in cui la destinazione non fosse verso zone della Cina o sue immediate vicinanze.

D’altro canto anche i genitori degli studenti in partenza, informati tempestivamente di questa circostanza, hanno scelto di far partire i propri figli. Tutto questo è accaduto in tempi rapidissimi e in assenza di un riferimento normativo chiaro e realmente in vigore. Il Decreto legge n. 6 del 23 febbraio 2020 è stato emanato nella giornata di domenica 23, quindi molto dopo la partenza.

Ad ogni modo, è molto importante analizzarne il testo che recita così: Art. 1 “Allo scopo di evitare il diffondersi del COVID-19, nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un’area già interessata dal contagio del menzionato virus, le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento e gestione adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica”.

Questa la premessa che chiaramente sottolinea che sono le autorità competenti dell’area in cui è presente il contagio a dover adottare misure di contenimento. Successivamente si legge che “possono essere adottate anche le misure che vengono indicate nel comma f, cioè la sospensione dei viaggi d’istruzione organizzati dalle istituzioni scolastiche del sistema nazionale d’istruzione, sia sul territorio nazionale sia all’estero”.

Dal testo del Decreto si evince chiaramente, dunque, che da parte delle scuole umbre non sussiste tuttora alcun obbligo alla sospensione dei viaggi di istruzione e, se anche ad oggi fosse necessario adottare provvedimenti restrittivi, si tratterebbe di condizioni successive ai fatti svoltisi tra le ore 1.30 e le 3.00 della notte tra il 22 e il 23 febbraio. Sarà utile ricordare che, ad oggi, nella nostra Regione non è segnalato alcun caso di contagio. Per completare la ricostruzione dei fatti va inoltre sottolineato che alle ore 15.38 del 23 febbraio 2020 l’USR Umbria emanava una comunicazione alle Scuole che si limitava solo a ribadire i contenuti della comunicazione Miur-social succitata, senza aggiungere alcuna precisazione. In conclusione, sarà anche utile ricordare che, in assenza di un riferimento normativo chiaro, è normale che il Dirigente di un Istituto scolastico rifletta bene prima di assumersi la responsabilità di procurare un rilevante danno economico alla propria comunità, inevitabile conseguenza della recessione da contratti già stipulati. Ancora oggi non è affatto chiaro, stando al testo del Ministero, cosa debbano fare le scuole del territorio nazionale non colpito da contagio. Come poteva essere chiaro nella notte tra sabato e domenica?

Un gruppo di Docenti dell’Istituto “Italo Calvino”

 

Riguardo a Gianni Fanfano

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