Città della Pieve, Chiusi, Chianciano, Pienza, Montegabbione, Monteleone, Ficulle. Una piccola repubblica autonoma di impegno civile.

Non so quanti ci hanno fatto caso, magari deponendo gli occhiali preconfezionati con cui spesso si guardano le cose della politica e del governo della cosa pubblica.

In questo momento in questa zona di confine tra Umbria e Toscana, ci sono sette comuni, confinanti,  guidati da sette uomini, che dovrebbero essere  senza tessera di partito in tasca. Ci sono sette sindaci che non non sono ascrivibili alle vecchie logiche di appartenenza. Luigi Maravalle sindaco di Ficulle, Fabio Roncella sindaco di Montegabbione, Fausto Risini sindaco di Città della Pieve, Juri Bettollini sindaco di Chiusi, Andrea Marchetti sindaco di Chianciano, Angelo Larocca sindaco di Monteleone, Manolo Garosi sindaco di Pienza.

Naturalmente ogni paese di questi ha una sua storia particolare ed è arrivato a questa situazione per una sua strada. Per sei di questi sindaci si è trattato di una scelta fatta come candidati di liste civiche al momento in cui si sono presentati, per uno, il sindaco di Chiusi, Bettollini, si è trattato di una scelta, fatta di recente, dopo che si erano deteriorati i rapporti di fiducia reciproca con la dirigenza del partito di appartenenza, in particolare con quella provinciale.

E’ un segno dei tempi che cambiano soprattutto nella politica. Un segno di crisi della rappresentanza politica. Un segno della crisi dei partiti tutti, ma in particolare, per la storia di questa zona , della crisi dei partiti di sinistra , che aveva governato ininterrottamente per quasi tre quarti di secolo.

Ma è anche un segno che la ricerca delle risposte a questa crisi è cominciata, ha avuto delle prime risposte e queste risposte si chiamano riscoperta dell’impegno civile, civico, diretto, con un forte senso di autonomia degli interessi locali da cui ripartire o semplicemente partire. Un campo nuovo trasversale rispetto alle precedenti classificazione storiche della politica novecentesca.

Questa realtà dovrebbe, perlomeno,  far pensare e dovrebbe segnalare un valore comune, espresso democraticamente dai cittadini elettori, con l’eccezione di Chiusi,  che va meglio conosciuto, capito, studiato e perché no, valorizzato. (g.f)

Riguardo a Gianni Fanfano

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