Chiusi. Bettollini “Acea ha rinunciato al progetto”, con un commento di Gianni Fanfano

“Acea ha rinunciato al progetto presentato a Chiusi”. Con un lunghissimo post pubblicato prima nella sua pagina facebook, poi in quella del Comune di Chiusi, ne ha dato notizia il sindaco Juri Bettollini.

Si chiude così il percorso avviato prima con acquisto dell’area da parte della società romana e poi dalla presentazione del progetto per la realizzazione di un carbonizzatore idrotermico, di carattere sperimentale, per il trattamento di rifiuti urbani, ed infine dall’inchiesta pubblica promossa dalla Regione Toscana all’unanimità su iniziativa dei gruppi di Sinistra Italiana e M5Stelle ed in particolare su azione dei Comitati cittadini ARIA e il Riccio.

Si chiude prima che l’inchiesta pubblica abbia terminato il suo lavoro che dovrebbe concludersi con una relazione finale il 12 gennaio prossimo. Si chiude formalmente ed ufficialmente. Ma sostanzialmente si era già chiusa da tempo. Il tempo che era stato testimone di un allargarsi diffuso della contrarietà al progetto da parte della popolazione chiusina, accompagnata dalle prese di posizione di diversi comuni confinanti e dal peso sbilanciato dei pro e dei contro nelle posizioni che si erano espresse al Teatro Mascagni, quando hanno preso la parola i tecnici delle due posizioni.

Ma forse, ci piace pensare, era già chiusa da quando questa area, sembra, anche se in mezzo a tanti limiti e difficoltà, ha dichiarato una scelta per il suo futuro. Per connotare, costruire, comunicare, il suo futuro. Quella verso cui possono puntare, istituzioni, mondo imprenditoriale e forze sociali. Un futuro di qualità, ambientale ed economica. Un futuro di qualità politica e democratica.

Si è trattato di una lezione, quella che abbiamo vissuto in questi due mesi, per tutti. Per l’imprenditoria, che è chiamata ad essere sempre più “responsabile” nel senso lato del termine. Per le istituzioni che devono fare della partecipazione e della progettazione, preventiva, il perno dell’azione di governo. Per i comitati di base dei cittadini che vedono riconosciuti i loro sforzi ed il loro ruolo ineliminabile, e che quindi debbono nutrire,, anche più fiducia non solo verso la democrazia ma anche verso i suoi protagonisti.

Lo scontro è stato duro, durissimo in qualche momento. E’ andato diverse volte fuori e sopra le righe. Ma forse era normale. Quando si usa poco la palestra della vera democrazia e quando ci si allontana dal terreno sacro del dubbio, della prudenza e dell’ascolto, per camminare sulle strade del preconcetto, da ogni lato, tutto può accadere.

Difficile prevedere quello che potrà succedere adesso. Sarebbe importante ricominciare sapendo che la gestione dei rifiuti e le politiche relative saranno un banco di prova fondamentale ed inevitabile, per le future classi dirigenti ad ogni livello. politiche e sottolineo imprenditoriali. Lo dicevamo, ieri, anche in una bella intervista fatta ad una nostra giovane concittadina impegnata nel giornalismo d’inchiesta. Sarebbe importante riportare comunque il confronto politico e civile all’interno della normalità. Di una normale dialettica, anche sapendo gli interessi che si muovono. Anzi proprio per rendere normale lo scontro degli interessi, piccoli e grandi. Una democrazia per essere sana deve essere normale. Anche sapendo che delle tante difficoltà è forse la più difficile da superare.

Gianni Fanfano

Questo chde segue è il testo integrale del post del sindaco Juri Bettollini.

“La notizia era attesa.
#Acea ha RINUNCIATO all’istanza autorizzativa del progetto ed ha chiesto l’interruzione immediata del procedimento.

Ciao amici, ho una novità molto importante a riguardo del progetto che Acea ha presentato per la realizzazione di un impianto di recupero fanghi biologici nell’area dell’ex centro carni.

Ve lo voglio dire senza girarci tanto intorno: Acea ha RINUNCIATO all’istanza autorizzativa del progetto ed ha chiesto l’immediata interruzione del Procedimento autorizzativo con una Pec inviata dall’azienda sia alla Regione Toscana, sia al nostro Comune che a tutti gli altri enti interessati.

Non vi nascondo quanto questo periodo sia stato difficile come sindaco e come uomo.

Più di una volta ho pensato che mollare tutto potesse essere l’unica decisione da prendere, ma ogni volta che questo pensiero è affiorato mi sono anche chiesto se fosse giusto far vincere l’odio e le falsità, buttando al vento anni di impegno e risultati per la nostra città e per i nostri cittadini.

Quando sopra scrivo la parola “falsità” non mi riferisco agli aspetti tecnici del progetto che, sicuramente, dovevano essere spiegati e approfonditi molto meglio; mi riferisco alle tante accuse lanciate per insinuare chissà quali accordi e chissà quali decisioni già prese.

Quello che il Comune ha fatto non è stato altro che operare nel rispetto della legge seguendo quei procedimenti e quei principi che garantiscono a chiunque di presentare un progetto. Come amministrazione non possiamo sbattere la porta in faccia a qualcuno solo perché ci sta antipatico, ma al contrario è nostro compito valutare, analizzare e studiare per arrivare alla migliore decisione a favore della comunità e far valere tutto il peso che le Istituzioni hanno nel giudicare ogni tipo di progettualità avanzata da chiunque sia.

In questo periodo non è stato semplice mantenere la lucidità a fronte di continui attacchi cattivi, strumentali, organizzati, mirati e seriali , che sono andati ben al di là della visciaia chiusina arrivando a offendere e a insultare anche gli affetti più cari o a distorcere la realtà effettiva delle cose. Per alcuni l’obiettivo è apparso chiaro ed evidente: tentare di distruggere la credibilità di un Sindaco e di un’Amministrazione popolare, molto presente e punto di riferimento per tante persone.

Attacchi e comportamenti irriverenti e incivili anche nel contesto dell’inchiesta pubblica e anche di fronte a professionisti e professori universitari che sono stati derisi e messi alla berlina; comportamenti dai quali, ovviamente, ci dissociamo in tutto e per tutto. Ognuno può avere la propria idea ed è giusto che essa venga manifestata ma il rispetto dell’opinione altrui deve essere sempre punto fondamentale ed imprescindibile della nostra educazione democratica.

E’ vero, lo ammetto, anche io a volte ho sbagliato i toni e i modi nella Comunicazione , ma ho sempre agito perché credevo che il nostro Comune potesse cogliere un’opportunità ispirata ai principi della green economy e dell’economia circolare così tanto cara a TUTTI i partiti politici e a tanti cittadini.

Questo progetto doveva soddisfare questi requisiti, ma come sempre abbiamo detto e SCRITTO, anche un solo dubbio avrebbe portato al cambiamento o all’annullamento del progetto stesso.

Già nel giugno 2018 il Consiglio Comunale aveva votato un atto di governo del territorio, poi divenuto norma del piano regolatore, che vietava la costruzione di inceneritori, termovalorizzatori, carbonizzatori discariche di rifiuti e attività insalubri che producono emissioni nocive. Chi manifestava legittimamente il dissenso per il progetto Acea si è peró sempre dimenticato di raccontare questo passaggio fondamentale che, nei fatti, tutelava il nostro Comune. Fu addirittura votato anche da una parte delle opposizioni.

Abbiamo sempre detto, infatti, che tutto doveva ancora essere valutato, che tutto doveva essere ancora approvato e che il parere del Comune sarebbe stato decisivo e comunque saremmo stati sempre pronti a fermare il progetto se non ci avesse convinto fino in fondo.

Fatemi ancora aggiungere una cosa: è stato davvero importante e ricco di significato far comprendere a una società quotata in borsa quanto l’equilibrio sociale della nostra comunità sia stato messo a dura prova in questo periodo per questo sono, sinceramente, sollevato di poter annunciare la miglior risoluzione possibile e di questo dobbiamo ringraziare anche il fatto che Acea è un’azienda con il 51% di capitale pubblico per cui ha come interesse primario la
tutela dei cittadini e delle istituzioni pubbliche del territorio in cui opera; solo un’azienda pubblica può avere, infatti, la sensibilità di fermarsi e questo sfata l’assunto di chi diceva che “con Acea non si parla” e non si poteva avere potere contrattuale. Quante novelle ho sentito e letto su questo aspetto nonostante noi dicessimo il contrario e che soprattuto non esistevano vincoli né sul progetto presentato né con la società. Il tempo è sempre galantuomo.

Per il risultato ottenuto tengo molto a ringraziare anche i tecnici dei comitati e anche tutti quei cittadini, per fortuna la maggior parte, che con calma e ragionamento civile, hanno sollevato più di un ragionevole dubbio e mi hanno fatto prendere la decisione di scrivere due lettere al presidente di Acea (protocollo 19444 del 27_11_2019 e protocollo 19738 del 02_12 _2019) oltre che andare nella loro sede di Roma a spiegare sia le strumentalizzazioni politiche e partitiche sia le, ben più comprensibili e legittime perplessità e paure di una parte della cittadinanza, che come amministrazione non abbiamo, certamente, potuto e voluto ignorare e che anzi, abbiamo posto come elemento di attenzione principale per il ritiro del progetto.

Cari amici, “la misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario” ed è questo quello che abbiamo fatto ed è questo quello che adesso accadrà perché Acea, nel ritirare il progetto, dovrà presentare nel futuro altri investimenti più consoni territorialmente e più adeguati per la riqualificazione dell’area dell’ex centro carni; Ci vorrà più tempo ma quell’area sarà riqualificata come merita la nostra comunità.

Adesso che il progetto è stato ritirato dobbiamo ritrovare l’Unità della nostra comunità e tornare a confrontarci in maniera serena e costruttiva per indirizzare l’azienda a compiere i migliori investimenti nel nostro territorio, nel pieno rispetto delle norme urbanistiche approvate dal consiglio comunale.

Abbiamo di fronte ancora un anno e mezzo di cammino da fare insieme e già nei prossimi mesi vedrete realizzarsi cose molto importanti per la nostra Città. Ci aspetta un 2020 ricco di Sport e di opere pubbliche importanti. Nel 2021 poi vedremo cosa fare.

Cari concittadini come sempre ho detto, insieme siamo una Famiglia e nelle famiglie possono capitare momenti difficili, momenti di incomprensione, momenti in cui sembra di parlare lingue diverse e questo è quello che è successo tra noi in queste ultime settimane! È stato un momento in cui parlavamo senza ascoltarci. Solo la forza di credere nel valore della famiglia ci farà sempre trovare la soluzione giusta.

Adesso però è finita e tutti noi,spero, potremo dire di essere cresciuti e di aver imparato che vale sempre la pena rispettarci anche quando la pensiamo in maniera diversa. Rispetto prima di tutto e diamo sempre tempo al tempo.

Dal canto mio però solo una cosa non può e non potrà mai essere messa in discussione ed è l’amore profondo che provo per la Città di Chiusi e l’onore di amministrarla. Chi tenta e tenterà di mettere in discussione questo, perderà sempre.

Grazie a tutti gli amici che mi sono stati vicino, grazie a tutto il gruppo di maggioranza che ha mi ha sostenuto con forza e determinazione, grazie a tutti quei cittadini che mi hanno espresso civilmente il loro punto di vista critico sul progetto ed un grazie a Leonardo Marras, capogruppo Pd in consiglio regionale, che ha fatto tutto quanto in suo potere per consentirci il raggiungimento di questa conclusione.

I♥️Chiusi oggi più di sempre

Riguardo a Gianni Fanfano

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