Chianciano: il “Contratto di Rete” per uscire dal tunnel

Anche quest’anno a Chianciano i giochi son fatti. I giochi di una partita sempre in perdita, sia per il numero di presenze (irrimediabilmente in calo) sia per l’impressione che ne trae il turista passeggiando nel centro cittadino cristallizzato in una patina di vecchio e quasi di incuria. Per ora è così, questo emerge da discorsi seri e chiacchiere che scambio con colleghi cuochi e amici albergatori. Le poche aziende rimaste sono sull’orlo della catastrofe. Se qualcuno pensa che questa affermazione sia esagerata immagini cosa vuol dire sostenere i costi di un albergo, in termini di manutenzione e di gestione lavorando pochi giorni al mese con qualche agenzia che (bontà sua) manda qualche pullman di stranieri. Luglio e agosto, senza quel poco di turismo straniero di gruppo, è un deserto.

Praticamente (per dare maggiore chiarezza al discorso) prima si lavorava coi clienti della “cura” dell’acqua e si riempiva qualche periodo di scarso lavoro, “buco”, accettando agenzie che facevano sostare i propri bus a Chianciano per una notte. Ora i clienti individuali, quelli della cura per intenderci, sono finiti ed è rimasta quella marginalità dei bus che venivano considerati un dippiù, quasi un riempitivo per dare continuità al lavoro. Per assicurare ai dipendenti una stagione lavorativa degna di tale nome. Alla luce di questa triste realtà si intuisce che Chianciano si sta mantenendo sulle briciole di un turismo termale al quale è celebrato il funerale. Inutile e difficile individuare cause e colpe. Sicuramente ha influito una costante divergenza di vedute tra le varie amministrazioni comunali e le associazioni di settore e gli operatori alberghieri. Si mormora che i voti degli albergatori rispetto al resto della popolazione siano pochi e la politica, di qualsivoglia schieramento, presta maggior attenzione ad una sacca di elettori più ampia; dimenticando che il termalismo per anni è stato il traino economico per tutto il territorio.

Cosa si può fare? Certo a saperlo… Tuttavia in molti si pronunciano per una pubblicità affidata ad un esperto di marketing. Effettivamente Chianciano non gode di una rete pubblicitaria adeguata e professionalmente condotta. Inoltre il centro: Piazza Italia, la Macerina, (passeggiata suggestiva e obbligata per chi faceva la cura) avrebbero bisogno di una riqualificazione. Anche il vecchio cinema Garden potrebbe essere recuperato come centro polifunzionale, adatto a mostre, spettacoli, manifestazioni ed eventi. Affinché i turisti fossero maggiormente invogliati a frequentare la cittadina termale ravvivata da fermenti di vitalità culturale, di spettacolo, di svago. Insomma un po’ di lustro andrebbe dato almeno alla parte centrale di Chianciano. Certo riqualificazione e lancio pubblicitario serio, richiedono un finanziamento cospicuo.

Dove si prendono i soldi? Secondo alcune indiscrezioni si vorrebbe costituire tra varie imprese, enti e operatori turistici, un Contratto Di Rete. Si tratta di un raggruppamento di imprese, enti, che collaborano vicendevolmente formando un soggetto giuridico con prerogative efficaci per competere sul mercato, anche internazionale. Praticamente ogni tassello di questa “rete” mantiene le proprie peculiarità aziendali e la propria precipua caratteristica identitaria ma è anche parte di un unicum in grado di avere più facile accesso a fondi per esempio, oppure a percorsi facilitati per realizzare progetti, ad agevolazioni fiscali e altro ancora. In alcune regioni italiane a forte vocazione turistica, hanno attuato tale tipo di “contratto” in uno spirito di assoluta cooperazione: amministrazione comunale, imprese, enti vari e i benefici sono stati evidenti e tangibili per tutti. Cosa succederà a Chianciano? Si vedrà. Incrociamo le dita.

Nunzio Dell’Annunziata

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