Cgil: «Preoccupazione per centro direzionale Coop Centro Italia di Castiglione del Lago» Il sindacato: «La cessione di 29 punti vendita in Toscana a Unicoop Firenze non deve avere ripercussioni occupazionali»

(Rassegna stampa. Da Umbria 24.)La Cgil è preoccupata per le possibili ricadute dell’accordo tra Coop Centro Italia e Unicoop Firenze, siglato nei giorni scorsi, e che prevede il graduale passaggio di 29 negozi distribuiti nelle province di Siena e Arezzo alla cooperativa fiorentina.

Questo l’intervento di Mauro Moriconi, responsabile Cgil della zona del Trasimeno per la Cgil.

«Quando nel febbraio 2016 definimmo il piano industriale di Coop Centro Italia penalizzante per l’economia del territorio del Trasimeno fummo, purtroppo, facili profeti. Lo spostamento di due importanti reparti del Magazzino da Castiglione del Lago a Terni non poteva che essere l’inizio dello smembramento di un sito produttivo fondamentale per l’economia dell’intero Coop Centro Italia,

Oggi – a due anni di distanza dalla presentazione del fantasmagorico piano industriale (avvenuta all’indomani dell’acquisizione del gruppo Superconti) che prevedeva l’apertura di 20 nuovi punti vendita, un incremento significativo del fatturato (dai 600 milioni di vendite conseguiti nel 2014, agli 800 milioni previsti per il 2016, per raggiungere nel 2019 il traguardo del miliardo di euro, pari ad una crescita del 66%) un incremento stratosferico dell’occupazione: dai 2.700 lavoratori del 2014 ai 4.000 previsti nel 2019 – Coop Centro Italia presenta come piano di riorganizzazione commerciale un’intesa con Unicoop Firenze che prevede un piano di sinergie – così le definiscono – sostanziato col passaggio della nuda proprietà dei rami d’azienda rappresentati dai 29 punti vendita della rete toscana di Coop Centro Italia ad una società di scopo interamente posseduta da Unicoop Firenze, denominata Terre di mezzo Srl. In una situazione siffatta esprimere preoccupazione per la tenuta occupazionale del centro direzionale e logistico di Castiglione del Lago è un eufemismo.

Oggi più che mai è necessario che ognuno faccia la sua parte a partire dalla direzione aziendale che deve dare (non solo ai lavoratori, ma all’intero territorio) garanzia che l’operazione in atto non abbia alcuna ripercussione sui livelli occupazionali. Un invito va anche alle rappresentanze politiche e istituzionali a non sottovalutare una situazione che potrebbe essere foriera di esiti non sopportabili dalla già debole struttura economica del Trasimeno”

 

Riguardo a redazione

5 commenti

  1. Sono molto contenta se si riuscisse a far passare due treni al giorno per la stazione di Chiusi ,io e so che sarebbe una ventata di opportunità anche per chi viaggia poco e una boccata d’ossigeno per l’economia per tutto il territorio ringrazio le persone che si stanno interessando per il problema ,invito Sidaci e. Chi. Ha. delle responsabilità di essere presenti e partecipare alla riuscita Anna Stefani

  2. luciano fiorani

    Assolutamente condivisibile quello che afferma il signor Orefice (che non conosco). “Di qua e di la dal fosso”, ovviamente, la situazione è identica.
    Quanto ai due treni alta velocità visti semplicisticamente come il toccasana della nostra emarginazione nei collegamenti ferroviari, fa un po’ ridere.
    Due treni veloci contro l’isolamento? E quali sarebbero le mete raggiungibili e in che orario?
    Insomma siamo, come al solito, alle suggestioni. I problemi accumulati sono ormai di tale portata che siamo ridotti ad affidarci ai detti della saggezza popolare, secondo cui, ogni meglio è meglio.
    Ma più in la non si va.

  3. Rodrigo

    La risalita del poggio fa ridere tutti ad esclusione dell’amministrazione stessa, un pulman elettrico sarebbe buona cosa, ma non soltanto per portare gente dal basso al centro, Batino dovrebbe fare uno studio anche delle frazioni e fare un pulmino che passi per esse in virtù alle esigenze, conosco persone che pagano 30 o 40 euro a colpo da Porto a Castiglione del lago perché devono fare una visita.

  4. Paolo Scattoni

    È una situazione del tutto paradossale. Invece di pensare un collegamento veloce da Perugia ad Arezzo e da Perugia a Chiusi nell’arco della giornata si spende una cifra incredibile. Parlo di collegamenti Perugia-Arezzo e Perugia-Chiusi perché da Arezzo e da Chiusi si potrebbero “agganciare” l’alta velocità. Un tempo si parlava di un collegamento Perugia Chiusi con un investimento minimo (la famosa proposta di Panettoni di alcuni anni fa) si sarebbe potuto avere un collegamento al di sotto dei 30 minuti.

  5. remo

    Non ci sono commenti per questa “cena”conviviale di personalita’ che dovrebbero andare a fare meno danni altrove ed invece ancora pontificano!

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