“Cecabilli”. Figura storica del Casalino e del Palio pievese Terzieri in lutto per la scomparsa di Vittorio Brillo.

Che qualcosa non tornasse lo abbiamo pensato ieri pomeriggio quando abbiamo visto una delle armi da guerra del Casalino parcheggiata davanti al Duomo. Qualche novità nel programma del palio sapevamo che ci sarebbe stata, ma non riuscivamo a ricordarcene una che prevedesse un anticipo delle uscite di quelle macchine da guerra che storicamente accompagnano il corteo del Terziere del Casalino per il “Lancio della Sfida” e per il giorno della “Caccia al Toro”. Poi abbiamo saputo che ci aveva lasciati Vittorio Brillo, per tutti, da sempre, “Cecabbilli” , uno degli storici falegnami, artigiani tuttofare, della Pieve. Come il Bricca, come i Nardi, come i Bacci. Uno dei fondatori del Terziere.

Ma  “Cecabilli” è stato associato da sempre, appunto, alla tante macchine da guerra che il Terziere biancorossoblu, ha costruito nei decenni e che è diventata una delle sue carte d’identità.

Siamo andati allora a rileggere il libro “Terziere Casalino. 1965 – 2015. La storia”, edito nel 2016, dove Marilena Rossi e Mario Marroni hanno raccontato la storia dei tanti personaggi che hanno animato il più che cinquantennale cammino del Terziere. Qui abbiamo ritrovato tra i più citati Vittorio Brillo. Da qui abbiamo preso i ricordi e le foto utilizzate per queste righe.

In queste pagine si narra che negli anni settanta, “per sopperire “ludicamente” alle continue vittorie del Castello, Gualfredo Caricchi e Vittorio Brillo costruirono la prima macchina da guerra, l’l’Onagro”, una catapulta mobile di piccole dimensioni. L’ingegnere pensò al progetto e “Cecabilli” alla strutrtura in legno. Seguiranno poi la “Bombarda”, i “Balestroni”, il “Cannone” e la “Frusta”, quest’ultima tratta dal genio di Leonardo e completamente curata da Vittorio “

Una perdita, la sua morte, certamente per il suo Terziere, il Casalino, ma da quanto letto e sentito, anche per tutto il mondo del Palio pievese. Con la consapevolezza che ormai la storia di questa manifestazione, di questa tradizione ormai così radicata,  ha costruito anche tante storie singole e singole grandi figure. Di queste la nostra comunità non perderà mai la memoria. (g.f)

 

 

 

Riguardo a Gianni Fanfano

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