Castiglione. Presentato “Storie di Storia” L’arte della Narrazione LETTERATURA, CINEMA E TEATRO A CONFRONTO CON I MISTERI D'ITALIA

(AKR) Il 2018 a Castiglione del Lago è stato contraddistinto da grandi eventi culturali a carattere nazionale, che hanno visto il centro lacustre protagonista nella musica con il “Festival di Musica Classica”, nel teatro con “Ars Contemporanea” e nel cinema con la prima edizione di “Castiglione Cinema”. Questa splendida stagione non poteva che chiudersi con una rassegna dedicata ai libri e alla narrazione: la terza edizione del festival “Storie di Storia, l’arte della narrazione” è stata presentata questa mattina a Palazzo della Corgna. L’edizione 2018 è dedicata ai “Misteri della nostra Italia”, approfonditi, riletti, confrontati e ridiscussi in un’interessante contaminazione tra letteratura, cinema e teatro con protagonisti, tra il 15 e il 25 novembre, autori come Giampaolo Pansa, Giovanni Bianconi, Paolo Cucchiarelli, Ugo Frosi, Gigi Dall’Aglio, Marco Turco e Mirko Crocoli, intervistati dai giornalisti delle principali testate umbre.
La rassegna è organizzata dal Comune di Castiglione del Lago, in collaborazione con la libreria “Libriparlanti Books & Coffe”, la cooperativa Lagodarte che gestisce il Cinema Caporali e il percorso museale di Palazzo della Corgna e Rocca Medievale, con l’apporto della sezione locale di Italia Nostra e dell’associazione onlus “Laboratorio del Cittadino” di Castiglione del Lago. L’evento è il risultato dell’incontro tra vari linguaggi, partendo da quello letterario per arrivare a quello cinematografico e teatrale, in una kermesse che vede protagonisti scrittori, autori, registi e attori cimentarsi nell’arte della “narrazione” con il compito di coinvolgere e stimolare l’interesse dello spettatore: una vera e propria “maratona autunnale” che può rappresentare anche la giusta vetrina per acquisti natalizi. Un festival che avrà due luoghi di narrazione: la Sala del Teatro di Palazzo della Corgna ed il Cinema Teatro Cesare Caporali, sempre nel centro storico castiglionese.
«Storie di Storia, nato come esperimento nel 2016 – ha ricordato l’assessore comunale alla cultura Ivana Bricca – sta funzionando molto bene ed è innanzitutto un invito alla lettura e a ricordare l’importanza del libro. Quest’anno abbiamo deciso di separare nettamente il festival dal programma natalizio anticipandolo di circa 20 giorni, anche per dargli un’identità più spiccata. Nell’edizione 2018 l’attenzione sarà rivolta alla seconda parte del ‘900 ed in particolare ai personaggi legati alle tragiche vicende della nostra Repubblica che non hanno trovato una soluzione chiara e definitiva: il titolo, emblematico, è infatti “I Misteri d’Italia”. Troveremo i racconti e le storie di Aldo Moro con gli anni di piombo e la strategia della tensione, dei magistrati Falcone e Borsellino, della vicenda di Gladio e dei tanti misteri della mafia». Autori importanti e noti al grande pubblico verranno a Palazzo della Corgna a narrare queste storie, spesso drammatiche e tragiche, attraverso la presentazione delle loro opere e raccontando i personaggi e i fatti che le hanno contraddistinte con le domande poste da importanti giornalisti delle principali testate umbre come Roberto Conticelli, Italo Carmignani e Riccardo Regi. Il cinema, nella sua naturale sede del Caporali, occuperà le serate precedenti i due week-end della manifestazione con appuntamenti mattutini dedicati alle scuole.
Riccardo Regi, storico vicedirettore e attualmente firma d’eccellenza per la cultura e gli spettacoli del Corriere dell’Umbria, ha messo in evidenza il valore dell’evento castiglionese l’importanza della lettura di libri e giornali: «Queste manifestazioni possono rimettere insieme lettori ed autori, con la partecipazione di quei giornalisti d’inchiesta che ci aiutano a studiare e a conoscere la nostra storia contemporanea con maggior attenzione e definizione. Ho avuto recenti esperienze con giovani studenti che mi hanno un po’ fatto riflettere sullo scarso livello di conoscenza della storia, soprattutto su quella della seconda metà del 900».
Maria Grazia Virgilio di Libriparlanti e Piero Sacco, presidente di Lagodarte, hanno illustrato il programma mettendo in evidenza l’importanza del libro e della lettura per approfondire la nostra storia e come stimolo a porsi delle domande. «Vorrei mettere in evidenza – ha detto Sacco – i quattro appuntamenti al Cinema Caporali che riguardano il cinema indipendente d’autore e con “La ferita nascosta” di venerdì 16, splendido esempio di spettacolo di teatro narrazione di Francesco Gerardi e con la regia di Gigi Dall’Aglio, dedicato alla ricostruzione della prigionia di Aldo Moro nel 1978, una rappresentazione, molto coinvolgente, che nasce da un lungo lavoro di ricerca svolto con la seconda commissione parlamentare d’inchiesta, da poco conclusa, e che ha dato un significativo contributo alla ricostruzione della verità su questo tragica vicenda». Si inizia giovedì 15 al Caporali con “La Banda Grossi” un film storico d’avventura ambientato nelle Marche del 1860, una sorta di “prequel” che racconta gli inizi subito difficili del nostro percorso nazionale unitario, attraverso la storia di una banda di fuorilegge che proverà a sovvertire la nuova autorità sabauda appena insediatasi sulle ceneri del precedente Stato Pontificio.
L’attore Gianluca Brundo è intervenuto alla presentazione raccontando e spiegando “L’abbandono”, il film di Ugo Frosi uscito nelle sale da meno di un mese, in programma venerdì 23, e di cui è uno dei protagonisti: «Anche l’abbandono racconta comunque un mistero d’Italia, anche se si parla dello Stato Pontificio della seconda metà del XVIII secolo, di un’oscura storia di eresia e del processo intentato a Suor Irene: una storia insabbiata dalla Chiesa Cattolica come poi sarebbe avvenuto due secoli dopo nella nostra travagliata storia repubblicana».
Mariella Morbidelli, fondatrice, presidente e animatrice del Laboratorio del Cittadino di Castiglione del Lago, ha posto l’accento sull’importanza della scuola, da ex insegnante, per formare giovani che possano conoscere e trasmettere a loro volta questi saperi.
«Un appuntamento importante quello di Storie di Storia – ha concluso Ivana Bricca – che oltre a richiamare l’interesse per la lettura nei giovani, attraverso il coinvolgimento delle scuole, e nei meno giovani, vuole aprire un dibattito ed una riflessione su quegli eventi della seconda metà del ventesimo secolo che, per la loro vicinanza e anche perché vissuti direttamente, non appartengono totalmente al passato ma sono vivi in ciascuno di noi per la loro drammaticità, suscitando ancora sgomento e indignazione nell’opinione pubblica». 

Riguardo a redazione

5 commenti

  1. Sono molto contenta se si riuscisse a far passare due treni al giorno per la stazione di Chiusi ,io e so che sarebbe una ventata di opportunità anche per chi viaggia poco e una boccata d’ossigeno per l’economia per tutto il territorio ringrazio le persone che si stanno interessando per il problema ,invito Sidaci e. Chi. Ha. delle responsabilità di essere presenti e partecipare alla riuscita Anna Stefani

  2. luciano fiorani

    Assolutamente condivisibile quello che afferma il signor Orefice (che non conosco). “Di qua e di la dal fosso”, ovviamente, la situazione è identica.
    Quanto ai due treni alta velocità visti semplicisticamente come il toccasana della nostra emarginazione nei collegamenti ferroviari, fa un po’ ridere.
    Due treni veloci contro l’isolamento? E quali sarebbero le mete raggiungibili e in che orario?
    Insomma siamo, come al solito, alle suggestioni. I problemi accumulati sono ormai di tale portata che siamo ridotti ad affidarci ai detti della saggezza popolare, secondo cui, ogni meglio è meglio.
    Ma più in la non si va.

  3. Rodrigo

    La risalita del poggio fa ridere tutti ad esclusione dell’amministrazione stessa, un pulman elettrico sarebbe buona cosa, ma non soltanto per portare gente dal basso al centro, Batino dovrebbe fare uno studio anche delle frazioni e fare un pulmino che passi per esse in virtù alle esigenze, conosco persone che pagano 30 o 40 euro a colpo da Porto a Castiglione del lago perché devono fare una visita.

  4. Paolo Scattoni

    È una situazione del tutto paradossale. Invece di pensare un collegamento veloce da Perugia ad Arezzo e da Perugia a Chiusi nell’arco della giornata si spende una cifra incredibile. Parlo di collegamenti Perugia-Arezzo e Perugia-Chiusi perché da Arezzo e da Chiusi si potrebbero “agganciare” l’alta velocità. Un tempo si parlava di un collegamento Perugia Chiusi con un investimento minimo (la famosa proposta di Panettoni di alcuni anni fa) si sarebbe potuto avere un collegamento al di sotto dei 30 minuti.

  5. remo

    Non ci sono commenti per questa “cena”conviviale di personalita’ che dovrebbero andare a fare meno danni altrove ed invece ancora pontificano!

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