Castiglione del Lago. Confcommercio contraria all’ipotesi di variante al PRG avviata dal Comune. 6 le ragioni del NO.

(Riceviamo e pubblichiamo). L’Amministrazione comunale di Castiglione del Lago ha avviato un percorso per l’adozione di una variante al Piano Regolatore Generale, recentemente approvato.

La variante, se adottata dal Consiglio Comunale, consentirebbe di edificare una nuova struttura di oltre 1600 mq. su un area posta sul lungolago del capoluogo, destinata ad insediamenti della media distribuzione alimentare. L’insediamento sarebbe riservato non a nuove attività ma ad eventuali trasferimenti delle medie e grandi strutture commerciali già presenti sul territorio comunale.

Confcommercio Trasimeno esprime una totale contrarietà, dal punto di vista formale e sostanziale, a siffatta ipotesi per sei precisi motivi:

  • non si comprendono le motivazioni di una variante dopo pochi mesi dall’approvazione definitiva di un Piano Regolatore Generale e, nel contempo, l’avvio di un procedimento che, a pochi mesi dalla scadenza amministrativa, determinerà conflitti, osservazioni, ricorsi amministrativi che si protrarranno ben oltre le competenze di questa amministrazione;
  • la variante riguarda un settore disciplinato dal “testo unico in materia di commercio”, legge regionale che all’art. 13 (concertazione) recita “la Regione e i comuni, ai fini del presente testo unico, attuano la concertazione intesa come esame preliminare degli atti di indirizzo, programmazione e sviluppo con le associazioni dei consumatori, le organizzazioni imprenditoriali del commercio maggiormente rappresentative e le organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti”. Concertazione che non ci risulta attivata;
  • nella fase partecipativa sugli indirizzi del nuovo Piano Regolatore Generale, in più occasioni, l’amministrazione ha ribadito che nuove medie e grandi strutture di vendita sarebbero state previste esclusivamente per il non alimentare, ritenendo saturo il settore alimentare;
  • la variante, considerata la superficie edificabile prevista, può determinare per effetto del trasferimento un incremento della superficie di vendita alimentare, prevista dalla legislazione regionale;
  • il trasferimento di una media superficie nel nuovo fabbricato renderebbe libera una struttura già esistente, a destinazione commerciale, che potrebbe consentire l’insediamento di una nuova attività della grande distribuzione alimentare con la sola presentazione della domanda (art. 22 Legge Regionale);
  • il progetto in questione è in evidente contrasto con il principio, più volte ribadito nel Testo Unico del commercio, secondo cui è necessario evitare consumo di territorio.

“Una scelta di così forte impatto sul tessuto commerciale”, sostiene il direttivo di Confcommercio Trasimeno, “non può essere assunta senza un approfondimento sulle conseguenze e senza un confronto con l’imprenditoria e la società castiglionese, anche in ordine agli effetti di natura ambientale e paesaggistica e alle ricadute sulla sostenibilità del traffico che si genererà in un’area fragile del Comune”.

Per le ragioni esposte, Confcommercio Trasimeno esprime un giudizio negativo sulla ipotesi di variante e sulla procedura avviata dall’amministrazione senza attivare né la dovuta concertazione né, quanto meno, la partecipazione.

Invita quindi il Consiglio Comunale a non deliberare l’adozione della variante riservandosi, in caso contrario, di promuovere pubbliche iniziative di dissenso.

Ufficio Stampa Confcommercio

Riguardo a redazione

5 commenti

  1. Sono molto contenta se si riuscisse a far passare due treni al giorno per la stazione di Chiusi ,io e so che sarebbe una ventata di opportunità anche per chi viaggia poco e una boccata d’ossigeno per l’economia per tutto il territorio ringrazio le persone che si stanno interessando per il problema ,invito Sidaci e. Chi. Ha. delle responsabilità di essere presenti e partecipare alla riuscita Anna Stefani

  2. luciano fiorani

    Assolutamente condivisibile quello che afferma il signor Orefice (che non conosco). “Di qua e di la dal fosso”, ovviamente, la situazione è identica.
    Quanto ai due treni alta velocità visti semplicisticamente come il toccasana della nostra emarginazione nei collegamenti ferroviari, fa un po’ ridere.
    Due treni veloci contro l’isolamento? E quali sarebbero le mete raggiungibili e in che orario?
    Insomma siamo, come al solito, alle suggestioni. I problemi accumulati sono ormai di tale portata che siamo ridotti ad affidarci ai detti della saggezza popolare, secondo cui, ogni meglio è meglio.
    Ma più in la non si va.

  3. Rodrigo

    La risalita del poggio fa ridere tutti ad esclusione dell’amministrazione stessa, un pulman elettrico sarebbe buona cosa, ma non soltanto per portare gente dal basso al centro, Batino dovrebbe fare uno studio anche delle frazioni e fare un pulmino che passi per esse in virtù alle esigenze, conosco persone che pagano 30 o 40 euro a colpo da Porto a Castiglione del lago perché devono fare una visita.

  4. Paolo Scattoni

    È una situazione del tutto paradossale. Invece di pensare un collegamento veloce da Perugia ad Arezzo e da Perugia a Chiusi nell’arco della giornata si spende una cifra incredibile. Parlo di collegamenti Perugia-Arezzo e Perugia-Chiusi perché da Arezzo e da Chiusi si potrebbero “agganciare” l’alta velocità. Un tempo si parlava di un collegamento Perugia Chiusi con un investimento minimo (la famosa proposta di Panettoni di alcuni anni fa) si sarebbe potuto avere un collegamento al di sotto dei 30 minuti.

  5. remo

    Non ci sono commenti per questa “cena”conviviale di personalita’ che dovrebbero andare a fare meno danni altrove ed invece ancora pontificano!

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