Bertozzi “La ventennale crisi di Citta’ della Pieve” Un intervento di un protagonista della politica pievese

C’e’ una crisi storica che attanaglia l’Italia e l’Europa :questa cosa ovvia la conoscono in tanti.Da diversi anni,gli altrettanto eventi epocali mondiali hanno coinvolto l’Italia trascinata in una crisi di sistema.in compagnia di altre Nazioni Europee, da cui non si intravedono al momento reali vie di uscita.

Ma restando a noi (in evidente minuscolo),spesso con amici e conoscenti,ci si trova a discutere nelle occasioni piu’ disparate ,delle problematiche,anche locali;discussioni che quasi immancabilmente si traducono in un articolato “quaderno delle dolenti note”(Cahiers de Doleance ,citando un termine caro ai Francesi pre Rivoluzione con successiva relativa Presa della Bastiglia).

Mi fermerei a parlare ,quindi ,di 20 anni orsono ,o giu’ di li.

Citta’ della Pieve era amministrata,Sindaco Palmiro Giovagnola,sino al 1999,da una coalizione di Sinistra:PDS,Socialisti,Laburisti,PDCI,Indipendenti.La coalizione e la relativa giunta (di cui ho fatto parte),fortemente voluta da Giovagnola,dopo i precedenti governi locali Monocolori,era ovviamente (quasi) in linea per composizione,con la Coalizione che governava la Regione Umbria con la eccezione di Rifondazione Comunista (che non aveva appoggiato la ricandidatura di Giovagnola) ma con la presenza nella compagine elettorale dei Comunisti Italiani(PDCI).Il tentativo (forse riuscito) era di ampliare al massimo le varie presenze politiche,con competenze anche di personalita’ Indipendenti (ricordo la compianta Serenella Baglioni,autorevole presenza ,tra l’altro,nello Sport Umbro ) fortemente radicate non solo a Citta’ della Pieve,ma con proiezioni di conoscenza ed autorevolezza nella Regione ed anche a livello Nazionale..

Vorrei citare alcune delle linee strategiche che mossero il programma di Amministrazione:il potenziamento dei Servizi sanitari,territoriali ed Ospedalieri (e’ di quegli anni la creazione del Centro Ictus,che sotitui’ il Punto Nascita, con la presenza della Equipe del Dr.Stefano Ricci,divenuta rapidamente uno dei primi Dieci Centri in Italia per fama,la presenza di Servizi con professionisti di valore nazionale come il Prof.Schillaci,il collaudo della prima Tac,etc..);il progetto di Mario Botta per il Nuovo Liceo Scientifico (fortemente appoggiato e finanziato dalla Provincia di Perugia con Panettoni e Stirati),la creazione del Nuovo Complesso della Compagnia Carbinieri,con finanziamento ministeriale),la presenza dei Corsi di Laurea in Scienze del Territorio(Universita’ di Perugia e Roma),l’Accordo di Programma per il Recupero del Vescovado ai fini di Ricerca (altro finanziamento Nazionale,) il Gemellagio Internazionale (fortemente seguito all’inizio da De Fabrizio) con il premio Stella d’Oro concesso a Citta’ della Pieve dalla Commissione Europea,il recupero di Villa Belvedere ai fini Alberghieri potenziando la scarsa offerta di Posti Letto.

Negli stessi anni si ottenne,con grande impegno e grazie anche alla stima ed amicizia personale maturata in anni precedenti, degli allora Dirigenti della Associazione ,Beccia ed Ambroglini, il ritorno di Umbria Jazz a Citta’ della Pieve con presenza del Comune nella Direzione della Associazione Umbra .Molte altre cose furono fatte,ma per brevita’ non si citeranno.

In altre parole:si usci’ dall’isolamento e si avviarono percorsi di collaborazione,in buona parte frutto della visione,ma anche dei rapporti positivi che molti Amministratori e politici di allora avevano maturato a tutti i livelli e riportavano a livello locale.

Ma tutto cio’ e’ il passato e non aggiunge niente se visto solo in ottica di “allora”.

Pero’ una riflessione sarebbe opportuna:cosa e’ rimasto di quella visione di quella strategia?

E’ tornata Citta’ della Pieve ad essere pedina importante nella territorialita’ Umbra ?

Quali sono le contraenze ed i rapporti maturati,visto che si contano sulle punte delle dita e spesso in maniera conflittuale le presenze che contano di Amministratori Regionali o Nazionali localmente?

In ulteriori altre parole:e’ il Destino ,la Geografia,che ci condanna alla marginalita’ o forse e’ venuta meno una Visione, una Leaderschip ,l’eccesso di localismo,che fa confinare il dibattito solo tra Po’ Bandino e la Colonna?

Marco Bertozzi

Presidente Associazione Nazionale Culturale RICERCA

 

 

 

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