Appuntamento per il secondo libro di Rosa Iannuzzi Venerdì 16 alle ore 21 al Circolo Arci di Moiano

Ho conosciuto Rosa Iannuzzi sui banchi del Consiglio Comunale di Città della Pieve. Lei era assessore nella prima giunta Fallarino, e rappresentava Rifondazione Comunista. Io rappresentavo all’opposizione la lista civica di “Pieve Nostra”. Mi sembrò subito, per il suo modo di vedere la politica e per il suo carattere, che poi ebbi modo di conoscere meglio, molto libero, fuori posto. E infatti fu assessore solo per quindici mesi, perché Fallarino le ritirò le deleghe e di fatto la mise fuori dalla Giunta.

Rosa lavorava alle Poste e veniva da Torino dove si era impegnata nella Cgil, nell’Arci e nel volontariato.

Poi ebbi modo di incontrarla di nuovo quando dopo che si era diplomata, nel 2004, ad Anghiari alla Libera Università dell’Autobiografia, fece un corso con la Libera Università di Città della Pieve.

Sono seguiti poi dal 2005 al 2010 una serie di laboratori fatti a Moiano, Città della Pieve, Narni, nel Carcere di Orvieto,

Nel 2011 Rosa si trasferisce a Chiusi e comincia subito la sua collaborazione con le contrade della patria di Porsenna e nel 2012 scrive una sorta di scherzoso vademecum

Inizia anche la collaborazione con l’Associazione “La Goccia” ed in particolare si impegna nella realizzazione dello spettacolo “Libere Azioni”. Spettacolo che fu realizzato presso la ex officina Rosati e che era composto da brani musicali e testi letterari. C’erano brani di lettere di partigiani, memorie delle staffette della resistenza, un contributo della figlia di Tobagi, giornalista ucciso dalle Brigate Rosse e brani di Danilo Dolci, Aldo  Capitini, Wu Ming. La scenografia era di Fabrizio Nenci. Era uno spettacolo in cui il concetto di resistenza si allargava ai diversi momenti della vita e metteva in risalto la grande capacità di resistenza della donna.

Fino all’ultima esperienza politica, anch’essa conclusa non felicemente con la lista “Podemos” a Chiusi, dove è stata candidata alle ultime elezioni comunali.

In mezzo a tutto questo la passione per la scrittura e il primo libro pubblicato nel 2008, “Naufraghi” per Midgard Editrice. Un libro di racconti dove la fanno da protagonisti la figura paterna, operaio alla Fiat emigrato dal profondo Sud, la Torino operaia, le prime esperienze di adoloscente e di donna.

Ora siamo arrivati al secondo libro e per la sua pubblicazione è stato scelto un percorso particolare che verrà spiegato in occasione dell’appuntamento di venerdì 16 alle ore 21 al Circolo Arci di Moiano.

Rosa infatti ha continuato a scrivere racconti, mettendo insieme famiglia, lavoro, relazioni, cambiamenti, individuali e collettivi. Ed il titolo dice tutto. “Tutti i giorni della nostra vita”. Bisogna esserci. (g.f)

 

 

 

 

 

Riguardo a Gianni Fanfano

8 commenti

  1. Paola

    Finalmente i nostri governanti locali ce l’hanno fatta, ci hanno messo 40 anni ma alla fine sono riusciti a chiudere l’ospedale di Città della Pieve! È dagli anni 70 che ci provano, facendo prima il gioco delle tre carte: tolgo posti letto qui li aggiungo lì, ostetricia da qui a lì…
    Del diritto alla salute dei cittadini non interessa niente, l’importante è risparmiare sui servizi per poi vantarsi
    Di essere una regione virtuosa! Non interessa a nessuno che per far arrivare un’ambulanza dal P.S. più i vicino ci vuole mezz’ora o anche più è si può anche morire nel frattempo. Poi, per far tacere e stare buoni altri cittadini si promettono Case della Salute….
    Ben venga, a questo punto, il ricorso al Tar del Sindaco di Monteggabbione, lo dovremmo fare tutti noi cittadini!

    • hai perfettamente ragione.

      • remo

        Non ho capito molto:quindi il Comune di Citta’ della Pieve,al di la delle prime esternazioni,era perfettamente d’accordo con la chiusura di Citta’ della Pieve e trasformazione in Casa Protetta,o come si chiama.Ma lo sanno, in Comune che queste strutture non hanno Primo Soccorso o servizi di assistenza come radiologie od altro?Ma glie lo hanno detto negli incontri al Sindaco di Montegabbione?
        Mi sembra tutto molto ambiguo (come succede da anni nella politica locale).

  2. Sono una cittadina di Città della Pieve ho assistito all’assemblea che è avvenuta a San’Agostino sempre riguardo alle notizie punto salute mi dispiace non chiamarlo più ospedale proprio perché non si può più avere il minimo di assistenza io dico cosa si può fare per credere che si possa vivere in paese responsabile per la salute ,io la sera che c’era anche la signora Marini ho tentato di crederle però adesso sto leggendo che il coraggioso sindaco di Montegabbione è ricorso al TAR io mi auguro che si possa ottenere qualcosa in più per tante persone che ne avranno o ne avremo necessità non ho capito perché anche il Comune di Città della Pieve non si è associato per far qualcosa in più Distinti saluti Anna Stefani

  3. remo

    Caro Manganello Patrik,che cosa fa,mena il cane per l ‘aia?.La Chiusura di Citta’ della Pieve l’ha organizzata,come si legge nel giornale del Comune il Comune stesso e poi ha provato a far organizzare il tutto dalla Regione ma in maniera,sembra, maldestra.

  4. Mirella

    Finalmente un articolo chiaro e completo sulla sanità nella nostra area. Sono chiare le responsabilità e la miopia dei comuni che per calcoli elettorali e con il beneplacito della Regione ora dopo aver azzerato tutto ci definisce(udite udite!) come area deprivata .
    Tutto ciò e incredibile.
    Dopo le roboanti promesse ripetute più volte per non dare ai cittadini il tempo di porre interrogativi e dubbi, ci è strato tolto pure il Pronto Soccorso, ma anche il Primo Soccorso!
    Un tempo i Pievesi formavano comitati, ora che da alcuni anni, ce ne sarebbe stato bisogno davvero siamo isolati e sfiduciati. Tuttavia alle ultime elezioni voto di massa alla Marini che aveva affossato con la complicità di Castiglione del Lago il progetto di Ospedale uniico a Villastrada.
    Almeno avessimo la possibilità con accordo fra regioni di usufruire di Nottola o..non so.
    Sono solo delusa e preoccupata per il futuro!

  5. remo

    CaRa signora, prenda la macchina e vada a Nottola quando vuole:accettano tutti.

  6. remo

    Dobbiamo dire che in questa nota del Consigliere Berna,scritta in politichese,non si capisce molto:e’estremamente vaga e sembra voglia attribuire responsabilita’ al mondo esterno sempre cattivo con questa cittadina pievese.Ci si sarebbero aspettate proposte e documenti tecnici sulla Sanita’ Umbra e Locale,non generiche lamentazioni.
    Ma i suoi referenti e dirigenti regionali ,con cui si presenta alle elezioni utilizzando il simbolo cosa ne pensano?Se poi,e sarebbe grave,non riconosce alcun referente regionale e nazionale,che peso puo’ avere la sua formazione politica comunale con cui e’ stato eletto?
    Inoltre non e’ chiaro per niente sul giudizio relativo alla attuale Amministrazione Comunale :come mai per un politico dichiaratamente di destra?

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