Andrea Fora (Civici per l’Umbria) sulla scelta di Bettollini

Juri Bettollini è un amico, ma è soprattutto bravo amministratore, animato dalla voglia genuina di lavorare per la gente in termini generosi e motivati. Dopo un tiro al piccione durato settimane oggi il Sindaco di Chiusi ha comunicato la decisione, credo sofferta più che mai conoscendolo, e certamente non di comodo, di lasciare il Partito Democratico. Non entro dentro le dinamiche del PD, che non mi appartengono, ma sull’approccio di un certo gruppo dirigente chiuso in se stesso a difendere quel poco potere rimasto da gestire, sull’incapacità di aprirsi alle comunità e alle diverse sensibilità presenti e sull’approccio a privilegiare singoli posizionamenti personali a discapito di un vero e profondo rinnovamento, avrei molto da dire, per esperienza vissuta.
In Umbria a breve si celebrerà un congresso che dovrebbe rifondare il PD e rilanciarlo come forza politica riformista e a vocazione maggioritaria.
Come CIVICI PER l’UMBRIA il nostro auspicio è che si rigeneri un Partito in grado di riaprirsi alla comunità, di rimettere al centro il dialogo e la partecipazione, di rilanciare contenuti e un disegno strategico di sviluppo sociale ed economico per la nostra Regione.
Non ci saranno più appelli. Il 20% della popolazione umbra alle ultime elezioni ha chiaramente detto ai partiti di centro sinistra che quel modo di fare politica non poteva continuare. I capibastone, i “portatori” di consenso e voti non bastano più, e forse è arrivato il momento di cambiare strutturalmente. Forse è arrivato il momento di non parlare per l’ennesima volta di candidati alle segreterie ma di contenuti, di visioni, di prospettive.
Siamo nel tempo storico più critico del dopoguerra.
2,1 milioni di famiglie con persone che sono lavoratori irregolari. Rischio di perdita di posti di lavoro postCovid: 828.000. Un deficit cresciuto di 20 punti e un PIL che chiuderà nel 2020 con un rosso a due cifre. Abbiamo meno di 23 milioni di lavoratori e oltre 14 milioni di pensionati. 10 milioni di studenti e oltre 10 milioni di poveri.

Quando riprenderemo a parlare di contenuti? Di proposte?
Quando il centro sinistra riuscirà a dire qualcosa di vero e appropriato rispetto a come intendiamo traghettare la nostra regione fuori da questa crisi, contrapponendo ad una destra priva di contenuti e idee un modello di visione della società, dell’economia e del welfare fatto di proposte e contenuti, invece che solo di bandiere ideologiche e questioni che agli elettori non importano più nulla, utili ad aizzare i pochi fans che sono rimasti?

Il nostro movimento c’è e ci sarà. Da settembre per parlare di contenuti, proposte vere e per affrontare i problemi. In mezzo alla gente. Dentro le comunità. Speriamo di trovarci anche altri.

Così, di getto, senza pensarla troppo. Complice il caldo afoso della prima domenica di agosto.

Andrea Fora

 

Riguardo a Gianni Fanfano

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