A Sant’Agostino, dopo il blocco, il Comitato Art. 32 rilancia i temi della sanità della zona. La strada della parificazione dei diritti resta lunga ed ardua

Il Comitato Art.32, presieduto da Acquarelli ha riaperto, con Cannarsa e Cordone, meritoriamente, il confronto politico tra la nostra zona e la Regione Umbria, con la sua nuova maggioranza di centro destra. All’assemblea di Sant’Agostino, a Città della Pieve, opportunamente distanziate, c’erano molte persone a riempire la sala. C’erano i sindaci di Città della Pieve, Fausto Risini e di Montegabbione, Fabio Roncella. C’era anche il senatore della Lega Briziarelli, che di fatto è diventato l’interlocutore di tutti,  a cominciare dai relatori, per continuare con i cittadini intervenuti: Possieri, Meo, Costantini, Fanfano. Dato significativo, sul cambiamento dei tempi, non c’erano rappresentanti di nessuna forza politica. Se c’erano  e ci sono sfuggiti, comunque non hanno  parlato.

Nelle introduzioni, oltre ai temi legato al coronavirus, soni stati riportati i dati che ormai circolano da tempo e che sono anche alla base di un lavoro avviato dall’assessorato per costruire il nuovo piano regionale sanitario.
Quello che è risultato confermato è il quadro differenziato tra servizi e popolazione a livello regionale. Con due zone in particolare deficitarie, di posti letto e di servizi. Il Trasimeno e l’Alto Orvietano e la Valnerina. In base alla legislazione vigente alla nostra zona mancano circa 150 posti letto e su questo aspetto, oltre che sullo scambio di servizi e delle relative risorse, fra zone confinanti, nella sostanza si è articolata la discussione ed il confronto.

Nel suo atteso intervento, il senatore Briziarelli, che ha detto di essere stato qualche minuto al telefono con l’assessore Coletto, ha esordito dicendo che tra poco verrà annunciato “un buco, di decine di milioni, non certificati, nella sanità umbra”. La qual cosa non ha certamente favorito una lettura ottimistica delle cose dette successivamente. Ha poi aggiunto che L’impegno della Regione sarà per invertire i rapporti sulla mobilità tra Regioni, facendo quegli investimenti, risonanza magnetica in testa previsti nella zona. Ha detto che per la zona di Città della Pieve ed alto Orvietano è necessario realizzare un polo della diagnostica ed affrontare il problema dell’emergenza urgenza. Contemporaneamente ha anche espresso chiaramente che questi interventi non potranno rassomigliare “a quello che era l’Ospedale di Legittimo” perché quel tipo di servizi non sono più consentiti dalla legge. Sull’Ospedale d’area, non ha risposto direttamente. Indirettamente ha aggiunto che non possono essere previsti servizi da Ospedale Dea di primo livello e non ci sono le condizioni nemmeno per servizi come il punto nascita. Insomma, questo lo diciamo noi, la strada per il presidio d’area disagiata può essere percorsa, vediamo come, quella per un ospedale d’area di primo livello ha tanti picchetti negativi. Vedremo strada facendo come si chiarificherà la situazione, soprattutto quando il confronto avverrà con gli interlocutori istituzionali dedicati, consiglio e giunta regionale. Perché i tasselli da mettere insieme e farli combinare sono diversi. A meno che non si pensi appunto ad un presidio qualunque a Città della Pieve ed il mantenimento della situazione attuale di Castiglione. A Castiglione qualcuno, dice “Noi siamo l’Ospedale unico!” E’ una triste storia già vista. Come sono noti i tristi risultati raggiunti con una simile strategia. A Castiglione, oggi c’è un presidio sanitario.Nemmeno un ospedale di comunità. Il sindaco Risini nel suo intervento è stato molto preciso.. “ Siamo una lista civica, se non avremo risposte, a livello territoriale, verremo sotto gli uffici della regione. Per difendere i nostri diritti nei confronti di tutti”

E qui sta il punto. Questa area, a meno che non la si smantelli, ma mutando i fattori, la somme non cambierebbero, quest’area, dicevamo, ha un credito, da decenni, di 150 posti letto con i relativi, servizi, professionalità, attrezzature. Questo è il nodo. E da questo nodo è difficile uscirne senza porre mano e mente ad un riequilibrio reale di servizi a suo vantaggio. Ma ci sarà uno sforzo unitario per raggiungere questo obbiettivo? Su questo qualche dubbio è legittimo. (g.f)

Riguardo a Gianni Fanfano

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Controlla anche

Chianciano, la crisi e il confronto su come utilizzare risorse residue

Un intervento sulla situazione chiancianese