A colloquio con Fabio Roncella, che prima non si è arreso da cittadino, poi da Sindaco L'intervista con il sindaco di Montegabbione che ha avviato il ricorso contro la chiusura del Pronto Soccorso di Città della Pieve.

Lo avevo incrociato in alcune occasioni pubbliche ma non avevamo mai parlato tra di noi. Così la curiosità di conoscerlo meglio è cresciuta di giorno in giorno mentre la sua iniziativa di rifare ricorso al Tar contro la chiusura del pronto soccorso di città de la pieve scopriva tutte le falle della politica sanitaria umbra. I suoi due pesi e due misure, figli e figliastri, ma anche la notevole distanza dai parametri dettati dalla programmazione sanitaria ed ospedaliera nazionale. Scostamento che nel rapporto fra costi benefici é tutto da dimostrare che sia a vantaggio di noi cittadini, sia sul piano della tutela della salute sia su quello dei costi per da contribuenti.

Così, un pomeriggio di alcuni giorni fa,  ci siamo dati appuntamento e sono andato a trovarlo nel suo regno. Sono andato a Montegabbione con un po’ di anticipo sull’orario stabilito, perché era tanto tempo che non ci andavo e quasi non ricordavo più come era fatto. Ho girato per una decina di minuti per i vicoli di questo paese che è come tutti gli altri che abbiamo dalle nostre parti. Più o meno piccoli , ma tutti con un passato ancora fresco di memoria alle spalle e con tanta gente che non rinuncia alla sua storia ed ai suoi diritti.

Quando ci siamo seduti nel suo ufficio, Roncella ha subito cominciato a parlare del tema ricorso, ma io l’ ho fermato. No, come sempre, quando parlo con qualche protagonista della vita pubblica  a me interessa sapere prima chi è il personaggio, chi ho di fronte, a cominciare, come scherzo talvolta, dal chiedere cosa fa nella vita “da borghese”.

Il Sindaco di Montegabbione, figlio del professor Alfredo Roncella , per decenni docente di italiano e latino, nonché vicepreside presso il liceo scientifico di Città della Pieve, è ingegnere elettronico, mi ha detto , e “ persegue la follia di farlo con uno studio professionale di questo tipo, qui a e da Montegabbione.” E cosi mi ha parlato della committenza principale  legata all’Esercito  e delle immaginabili difficoltà che devono essere superate in un campo minato come quello degli appalti in questo settore e con “competitor” del calibro e della natura per esempio della Finmeccanica.

Siamo poi passati a parlare del come è avvenuto il suo ingresso in politica. E’ successo con  il referendum sull’ unificazione dei comuni dell’alto Orvietano proposta qualche anno fa, sempre dalla Regione, senza la minima partecipazione o coinvolgimento delle popolazioni interessate. Referendum che lo ha visto alla testa dello schieramento contrario che ha, prima vinto il referendum,  poi spazzato via la forza politica che lo aveva promosso, cioè il Pd, alle successive elezioni amministrative. Il Pd ha perso ovunque, nei comuni interessati,  meno che a Fabro, dove era stata individuata la sede del nuovo comune e addirittura, dice Roncella “era stata già realizzata la nuova sala del Consiglio Comunale”

Prima di questo bagno nella “cosa pubblica” la sua attenzione era stata rivolta alla Banda Musicale di cui è stato presidente e alla storia locale, in particolare al periodo del passaggio del fronte, nella seconda guerra mondiale che vide i nostri comuni e i nostri territori impegnati in un giugno del ’44, pieno di fatti di sangue, di paura, e quindi di ricordi indelebili, che sono stati raccolti in un sito web di cui parlerò in una occasione specifica nel giornale.

Solo dopo tutto questo siamo arrivati a parlare della sanità, della chiusura del pronto soccorso di Città della Pieve e del ricorso che lo ha fatto diventare il protagonista di questa ribellione dal basso,  di questa vicenda che rassomiglia alla lotta fra Davide e Golia, ma che sta diventando sempre più anche una messa in discussione dell’intera politica sanitaria realizzata dalla Regione Umbria, da trenta anni a questa parte.

“Sono stato spinto a questo, – ci ha detto il sindaco di Montegabbione, – dalla lamentele e dalle segnalazioni dei miei cittadini, che avevano a Città della Pieve il loro riferimento naturale per i problemi di salute, insieme all’ambulatorio che abbiamo qui che tiene proprio una dottoressa pievese.

Mi sono allora rivolto ad alcuni amici che hanno conoscenze nel campo sanitario e da qui è partita l’iniziativa che poi è sfociata nel ricorso. Ma prima ho tentato in tutti i modi di farmi ascoltare, sia dalla USL sia dalla Regione e devo dire, con un po’ di amarezza, anche dagli altri comuni interessati. Ma non c’è stato nulla da fare. Nulla prima e nulla dopo. Unici interlocutori i cittadini pievesi del Comitato per il Diritto alla Salute e poi alcune forze politiche, da Rifondazione Comunista al  M5Stelle, alla Lega e a Liberi e Uguali. Uniche argomentazioni sentite che Montegabbione non c’entra niente con la Usl n1 e che i lavori della nuova struttura sono ormai completati.”

Non è così per il  primo e nemmeno per il secondo caso, ma ormai abbiamo capito che su questa vicenda il confronto non si vuole nemmeno aprire, come hanno confermato successivamente i ricorsi alla sentenza da parte di USL e da parte della stessa Regione.

A fine mese dovrebbe esserci la prima udienza del Consiglio di Stato, ci dice Roncella, sulla richiesta di “sospensiva” presentata dalla USL. Sarà un passaggio molto importante. Nel frattempo ci sono state diverse prese di posizione a cominciare dal Comune e dal Pd pievese che si sono pronunciati a favore del Comune di Montegabbione e del suo sindaco. Forse un po’ in ritardo, ma meglio tardi che mai. Noi come giornale seguiremo questa vicenda civile e politica , anche con il nostro “Esculapio”, nella sua evoluzione e facendo degli approfondimenti a cominciare dal contenuto del ricorso e dalle argomentazioni che la Regione porterà al Consiglio di Stato.

Ma concludendo queste righe ci piace tornare al sindaco Roncella e al suo lavoro di primo cittadino, che non si ferma ovviamente solo alla salute. Accompagnandoci alla macchina, ci ha fatto entrare nella Biblioteca Comunale che è un vero e proprio, centro di vita associata, dove un gruppo di volontari tiene aperto il punto di prestito dei libri, ma organizza anche in modo permanente corsi rivolti e e frequentati soprattutto da stranieri che costituiscono una parte importante della popolazione locale.

E ci ha fatto vedere anche sotto le mura cittadine gli interventi realizzati con i finanziamenti del Puc, che sono stati rivolti in parte a edifici abitativi e in parte alla realizzazione di due centri di aggregazione giovanile. Sul tetto di una di queste strutture si sta completando la realizzazione di una meridiana molto bella. Penso che la passione comune per le meridiane ci porterà ad incontrarci di nuovo, comunque vada a finire la bella e giusta lotta per la salute che questo Robin Hood di periferia si è inventato.

Gianni Fanfano

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