A Città della Pieve costituito il “Comitato per il Diritto alla Salute” Rassegna Stampa da Primapagina di Chiusi

Rassegna stampa. Da Primapagina Chiusi di Elda Cannarsa  A Città della Pieve si costituisce il Comitato per il Diritto alla Salute  con l’invito a tutto il territorio a fare fronte comune nella richiesta del ripristino del Pronto Soccorso e del potenziamento del 118

Le ceneri del Fu Beato Giacomo Villa e del suo Pronto Soccorso,  caduto il primo marzo di quest’anno all’insaputa di tutti, come è di costume in questi anni,  bruciano ancora vive nel territorio di Città della Pieve e dell’alto Orvietano (ma interessano anche i comuni limitrofi della bassa Toscana). Una caduta che non convince nelle sue motivazioni di riorganizzazione sanitaria e di numeri che non ci sono; ragioni a cui i cittadini non si rassegnano e oppongono resistenza.

“Siamo montanari, non accettiamo per vero tutto quello che ci raccontano” ha detto Fabio Roncella, sindaco di Montegabbione, durante l’assemblea pubblica del 21 aprile scorso in cui ha annunciato un ricorso al TAR del Comune contro la chiusura del Pronto Soccorso.

Chiusura e riconversione, cui non è seguita e non seguirà l’apertura del famoso ospedale unico di cui tanto si è blaterato (nelle varie assemblee si è parlato di 27 milioni di euro stanziati e, pare, scomparsi nel nulla o previsti e promessi e mai realmente investiti), che hanno di fatto messo in discussione il diritto alla salute previsto dall’articolo 32 della Costituzione:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

In altre parole, a pari pagamento di tasse, tutti i cittadini, di città, mare, campagna o montagna che siano, hanno uguale diritto alla salute che deve essere garantita da una struttura sanitaria pubblica idonea, attrezzata ed efficiente.

È proprio in nome di quel diritto che, ieri sera, 8 maggio, nella sala delle Muse di Palazzo della Corgna di Città della Pieve, a seguito di un’assemblea pubblica ­­presieduta da Guglielmo Scattoni, è nato il Comitato per il Diritto alla Salute con il preciso intento di “difendere il diritto alla salute delle popolazioni locali attraverso ogni mezzo a disposizione e nel rispetto della legalità“.

Nato simbolicamente a Città della Pieve, il Comitato vuole accogliere e raccogliere adesionicon relative rappresentanze in tutto il territorio “colpito” non solo dalla riconversione dell’Ospedale, ma soprattutto dalla sostituzione del Pronto Soccorso con un Punto di Assistenza sperimentale, la cui sopravvivenza  è attualmente legata al numero di frequenze. Per essere chiari, se nei mesi di sperimentazione, che dovrebbero essere tre a partire da marzo, il Punto di Assistenza registrerà i numeri previsti, resterà aperto. In caso contrario, potrebbe chiudere. Una situazione paradossale di toto-salute che ha destato ansia e preoccupazione nella popolazione.

Di fronte alla  precarietà di un’organizzazione sanitaria e alla legittimità dell’apprensione della cittadinanza, anche l’Amministrazione di Città della Pieve ha ritenuto opportuna una revisione della propria posizione rispetto ai piani regionali e  il 29 aprile ha approvato all’unanimità: una mozione avente ad oggetto la “Riorganizzazione Ospedale Beato Giacomo Villa. 

Nel dispositivo viene proposto “il superamento della sperimentazione del Punto di prima assistenza e il ripristino di un Pronto Soccorso come già richiesto con Delibera di Giunta Comunale n. 161 del 1/9/16 e trasmessa alla Regione il 2/9/16”. Non solo, il Consiglio comunale chiede “il potenziamento del 118 con l’inserimento (in aggiunta ai mezzi già presenti ) di un’auto medicalizzata oppure di un’altra ambulanza”. Richieste che necessariamente prevedono “che venga rivisto il Piano Sanitario Regionale ai fini di una riorganizzazione del sistema dell’emergenza-urgenza”.

Il Comitato per il Diritto alla Salute si propone di “dare forza a tali azioni” messe in atto dall’Amministrazione di Città della Pieve ma “in un quadro di apartiticità e senza vincoli nè collegamenti politico-istituzionali”. Il Comitato vuole essere e restare una voce fortemente cittadina, estranea ad appartenenze, logiche e interessi di partiti ed istituzioni in quanto rivolto verso un unico obiettivo: la tutela della salute dei cittadini del territorio.

Nel concreto, l’azione del Comitato è rivolta a sostenere il ripristino del Pronto Soccorso a Città della Pieve e il rafforzamento del 118.

Uno dei punti su cui intende fare leva il Comitato è la legge che prevede l’organizzazione dei servizi sanitari in base alla classificazione di zone svantaggiate in quanto montane, premontane e collinari, “con collegamenti di rete viaria complessi”, in cui il territorio rientra.

L’altro punto, di cui si è discusso ieri sera alla riunione è l’importanza di creare un fronte comune e compatto estendendo l’adesione a tutto il territorio interessato, in quanto la forza numerica è fondamentale, così come la coesione è direttamente proporzionale al potere rappresentativo del Comitato.

Il Comitato ha nominato i seguenti membri del Direttivo: Luca Marchegiani – Stefano Acquarelli- Moreno Neri- Enzo Rossi – Guglielmo Scattoni

Chi volesse aderire al Comitato per il Diritto alla Salute – fanno sapere i promotori – può contattare  Guglielmo Scattoni al seguente indirizzo di posta elettronica: guglielmoscattoni@gmail.com

Elda Cannarsa

Riguardo a redazione

17 commenti

  1. Paola

    Finalmente i nostri governanti locali ce l’hanno fatta, ci hanno messo 40 anni ma alla fine sono riusciti a chiudere l’ospedale di Città della Pieve! È dagli anni 70 che ci provano, facendo prima il gioco delle tre carte: tolgo posti letto qui li aggiungo lì, ostetricia da qui a lì…
    Del diritto alla salute dei cittadini non interessa niente, l’importante è risparmiare sui servizi per poi vantarsi
    Di essere una regione virtuosa! Non interessa a nessuno che per far arrivare un’ambulanza dal P.S. più i vicino ci vuole mezz’ora o anche più è si può anche morire nel frattempo. Poi, per far tacere e stare buoni altri cittadini si promettono Case della Salute….
    Ben venga, a questo punto, il ricorso al Tar del Sindaco di Monteggabbione, lo dovremmo fare tutti noi cittadini!

    • hai perfettamente ragione.

      • remo

        Non ho capito molto:quindi il Comune di Citta’ della Pieve,al di la delle prime esternazioni,era perfettamente d’accordo con la chiusura di Citta’ della Pieve e trasformazione in Casa Protetta,o come si chiama.Ma lo sanno, in Comune che queste strutture non hanno Primo Soccorso o servizi di assistenza come radiologie od altro?Ma glie lo hanno detto negli incontri al Sindaco di Montegabbione?
        Mi sembra tutto molto ambiguo (come succede da anni nella politica locale).

      • remo

        Il Sindaco Scricciolo Fausto,aveva detto e scritto ripetutamente Prima e Dopo la Elezione:basta con questi Comuni del Trasimeno.Molto coerente e soprattutto Competente!

  2. Sono una cittadina di Città della Pieve ho assistito all’assemblea che è avvenuta a San’Agostino sempre riguardo alle notizie punto salute mi dispiace non chiamarlo più ospedale proprio perché non si può più avere il minimo di assistenza io dico cosa si può fare per credere che si possa vivere in paese responsabile per la salute ,io la sera che c’era anche la signora Marini ho tentato di crederle però adesso sto leggendo che il coraggioso sindaco di Montegabbione è ricorso al TAR io mi auguro che si possa ottenere qualcosa in più per tante persone che ne avranno o ne avremo necessità non ho capito perché anche il Comune di Città della Pieve non si è associato per far qualcosa in più Distinti saluti Anna Stefani

  3. remo

    Caro Manganello Patrik,che cosa fa,mena il cane per l ‘aia?.La Chiusura di Citta’ della Pieve l’ha organizzata,come si legge nel giornale del Comune il Comune stesso e poi ha provato a far organizzare il tutto dalla Regione ma in maniera,sembra, maldestra.

    • Patrik

      Certo signor Remo che la chiusura dell’ospedale l’ha decretata il Comune di Città della Pieve, e chi altri se no. Quello che ho scritto sull’articolo, è che a chiusura di un ospedale, dovevano lavorare per l’attivazione di un altro servizio. Come ade esempio potenziare il Pronto Soccorso con l’adozione ad esempio di altre ambulanze.

  4. Mirella

    Finalmente un articolo chiaro e completo sulla sanità nella nostra area. Sono chiare le responsabilità e la miopia dei comuni che per calcoli elettorali e con il beneplacito della Regione ora dopo aver azzerato tutto ci definisce(udite udite!) come area deprivata .
    Tutto ciò e incredibile.
    Dopo le roboanti promesse ripetute più volte per non dare ai cittadini il tempo di porre interrogativi e dubbi, ci è strato tolto pure il Pronto Soccorso, ma anche il Primo Soccorso!
    Un tempo i Pievesi formavano comitati, ora che da alcuni anni, ce ne sarebbe stato bisogno davvero siamo isolati e sfiduciati. Tuttavia alle ultime elezioni voto di massa alla Marini che aveva affossato con la complicità di Castiglione del Lago il progetto di Ospedale uniico a Villastrada.
    Almeno avessimo la possibilità con accordo fra regioni di usufruire di Nottola o..non so.
    Sono solo delusa e preoccupata per il futuro!

  5. remo

    CaRa signora, prenda la macchina e vada a Nottola quando vuole:accettano tutti.

  6. remo

    Dobbiamo dire che in questa nota del Consigliere Berna,scritta in politichese,non si capisce molto:e’estremamente vaga e sembra voglia attribuire responsabilita’ al mondo esterno sempre cattivo con questa cittadina pievese.Ci si sarebbero aspettate proposte e documenti tecnici sulla Sanita’ Umbra e Locale,non generiche lamentazioni.
    Ma i suoi referenti e dirigenti regionali ,con cui si presenta alle elezioni utilizzando il simbolo cosa ne pensano?Se poi,e sarebbe grave,non riconosce alcun referente regionale e nazionale,che peso puo’ avere la sua formazione politica comunale con cui e’ stato eletto?
    Inoltre non e’ chiaro per niente sul giudizio relativo alla attuale Amministrazione Comunale :come mai per un politico dichiaratamente di destra?

    • Lorenzo Berna

      Salve Remo!
      Mi sembrava di avere scritto cose chiarissime.
      Se l’ospedale di Città della Pieve è stato chiuso la colpa è del PCI-PDS-DS-PD e di chi gli ha dato il voto sino ad oggi.
      Se il progetto del nuovo ospedale unico non è stato realizzato la colpa e del PCI-PDS-DS-PD e di chi gli ha dato il voto sino ad oggi.
      La soluzione per futuro passa solo attraverso la realizzazione del nuovo ospedale unico del Trasimeno – Pievese e mi pareva di averlo scritto chiaro e tondo.
      Per quello che mi riguarda, inoltre, scelgo i referenti che voglio a qualunque livello e se voglio non ce scelgo alcuno. Ho sempre operato per il bene di Città della Pieve ed ho sempre cercato di rappresentare al meglio sia quelli che mi hanno votato sia quelli che non lo hanno fatto.
      Quanto al peso della lista elettorale che ho avuto l’onore di guidare alle scorse elezioni comunali il peso glielo hanno dato gli elettori, senza bisogno che qualcun altro venisse da fuori a tenerci a battesimo. Siamo grandi abbastanza per non averne bisogno, ma lei evidentemente non ha notato che la nostra lista non era connotata dalla presenza di nessun simbolo politico.
      Si può vivere anche senza padrini e tessere di partito, non crede?

  7. Buongiorno a tutti. In merito alla questione della chiusura dell’ospedale e del Pronto Soccorso di Città della Pieve, informiamo che a Città della Pieve si è costituito Il Comitato per il Diritto alla Salute Art.32. Dalla sua costituzione il Comitato ha, in primo luogo, appoggiato il Ricorso al Tar presentato dal Sindaco di Montegabbione. Successivamente, il 19 giugno ha condotto una manifestazione di protesta in occasione dell’inaugurazione della RSA. Il Comitato ha inoltre organizzato diverse assemblee pubbliche, tra cui l’ultima il 21 luglio scorso, per discutere insieme partecipazioni, collaborazione e iniziative. Comunicazioni e notizie inerenti il Comitato sono su Facebook. Le comunicazioni inerenti le assemblee sono state fatte sia tramite facebook che tramite volantini affissi a Città della Pieve e diversi Comuni limitrofi. Tutti i cittadini del territorio sono invitati a partecipare attivamente

  8. Per informazioni, adesioni e partecipazioni, potete scrivere a : comitatosaluteart32@gmail.com, oppure fare riferimento alla pagina Facebook: Comitato per il Diritto alla Salute Art 32 https://www.facebook.com/Comitato-per-il-Diritto-alla-Salute-Art-32-1377256182366122/

  9. remo

    Un po’ dilettanti sembra.Ed i Supermercati possono vendere Bottiglie di Plastica Chiuse o Lattine o le aprono prima?Se si il divieto e’ bello che superato!

    Se no, il povero utente deve rinunciare a dissetarsi ,potendo pero’ bere acqua di fontanella e spremuta di Arancia.

  10. Pierangelo Gabbiadini

    Noi musici bergamaschi, da anni dalle vostre parti nel periodo estivo, capiamo benissimo la vostra situazione. Da noi non è cosi evidente in quanto nell’arco di 20 Km abbiamo 4 ospedali. Siamo fortunati…mah… per visite specialistiche mesi di attesa, anche 6-7-8. Si fa in tempo a morire. Bisogna scendere per le strade, cambiare i politici…non c’è alternativa. Mentre le case farmaceutiche a volte con la complicità dei medici si spartiscono i guadagni, a noi cittadini ci tolgono spesso cose essenziali. La pazienza deve avere un limite. QUEI DUE MORTI SONO SULLA COSCIENZA DI CHI FA QUESTE SCELTE, NON ESITATE A DIRLO A VOCE ALTA, PIù ALTA CHE POTETE.

  11. Flavio Ceccarelli

    Perchè non può essere soddisfatta la richiesta di un PRONTO SOCCORSO per l’ospedale di Città della Pieve? Cosa c’entra il bacino di utenza se l’ospedale si trova in una area disagiata e rientra come parametri/indicazioni nel punto “9.2.2 Presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate” Decreto Ministeriale 2 aprile 2015 n. 70? http://www.camera.it/temiap/2016/09/23/OCD177-2353.pdf Forse l’assessore alla sanità Luca Barberini, così come tutti gli altri assessori regionali, Consiglieri delle Commissioni Sanità, molti Presidenti di regione e tutti i sindaci dove si trovano ospedali di aree disagiate, montane, insulari e ad alto rischio sismico, questo decreto, non l’hanno mai letto o non l’hanno mai voluto leggere. Per andargli in aiuto, il punto “9.2.2 Presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate” è a pagina 24 del link indicato.

  12. Manuela

    Prima, attuare la riconversione semmai .. e dopo togliere pronto soccorso e non il contrario …

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