A Castiglione riemerge un complesso romano, grazie agli scavi della Depauw University PRESENTAZIONE DEI RISULTATI DELLA QUINTA CAMPAGNA DI SCAVI ARCHEOLOGICI

(AKR) Un’iniziativa di notevole importanza per la conoscenza del passato remoto del territorio, ma anche per la valorizzazione del suo presente, poiché aiuta Castiglione del Lago ad aprirsi al mondo. Questo, in estrema sintesi, il senso dell’intervento del sindaco del Comune lacustre, Sergio Batino, questa mattina, alla conferenza stampa di presentazione dei risultati della quinta campagna di scavi archeologici condotti da un gruppo di studenti statunitensi della Depauw University (di Greencastle, Indiana), sotto la guida dei docenti Rebecca Schindler e Pedar Foss, in località Poggio Antico, tra Gioiella e il lago di Chiusi, nel sito dove già nel 2015 vennero rivenuti i primi resti di un ampio complesso di edifici di età romana (databili tra il II e il III sec d.C.). Le campagne della Depauw University si sono succedute da allora con frequenza annuale, grazie al progetto di ricerca “Trasimeno Archaeology Field School”, sorto dalla collaborazione tra l’amministrazione comunale castiglionese, l’Ateneo americano, l’Umbra Institute, ArcheoTrasimeno e l’impresa archeologica Intrageo. Tutto, naturalmente, sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologica per l’Umbria.

Questa mattina, dopo l’intervento del sindaco Batino, è toccato alla docente Rebecca Schindler illustrare i risultati dell’ultima stagione di scavi, presenti gli stessi studenti che ne sono stati gli artefici. Dall’area centrale del complesso di edifici, che si estendeva su tre terrazzamenti, sono emersi i resti di una scala che doveva avere funzioni di collegamento tra i diversi livelli, ma anche diversi oggetti: tra questi un sesterzio di Faustina Augusta, frammenti di intonaco dipinto, una brocca per l’acqua quasi integra. Non solo, ma sono stati trovati anche i resti di una macchina per la lavorazione del grano e una vera e propria discarica di ceramiche. La docente ha spiegato che strutture di età diversa si sovrappongono, e che non sono pochi i problemi interpretativi, anche per quanto concerne la zona termale del complesso. Insomma c’è ancora molto da fare e saranno necessarie altre campagne di scavo.

Del resto, come ha evidenziato Francesco Burzacca, direttore accademico di Umbra Institute, il numero di studenti dell’Ateneo statunitense che partecipano all’iniziativa aumenta di anno in anno. Il progetto cresce, ha osservato, tra l’altro, Il presidente di Archeo Trasimeno, Pietro Fiorentini, tanto che ormai occorrerà parlarne anche nelle scuole. A tirare le somme dell’incontro ha provveduto la dottoressa Paola Romi, della Soprintendenza per i Beni Archeologici per l’Umbria. Oltre a rivolgere parole di elogio al gruppo di lavoro americano (in particolare per l’attenzione riservata alla storia del territorio in cui si inseriscono i singoli ritrovamenti), Paola Romi ha affermato, tra l’altro, che è fondamentale che si rivolga l’attenzione, anche nel territorio di Castiglione del lago e di Chiusi, a contesti archeologici romani e non solo a quelli etruschi.

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